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Il 25 ottobre del 1917 e la Rivoluzione russa

Di stefania giudice • 25 ott, 2013 • Categoria: Mondo

Prende il via oggi di 96 anni fa il cosiddetto “ottobre rosso”. Evento epocale dal quale nacque quella che fu l’Unione Sovietica



Per capire il motivo che portò allo scoppio nell’ottobre del 1917 della Rivoluzione russa, o meglio del cosiddetto “ottobre rosso”, bisogna fare un salto indietro nel tempo ed arrivare a qualche anno prima. Al 1914, per l’esattezza, quando scoppiò la Prima guerra mondiale. Un conflitto che inizialmente si pensava potesse essere di breve durata, ma che finì per lacerare i Paesi che vi presero parte. Non escluso il grande impero russo, che in questa occasione mostrò la sua fragilità per quanto riguarda l’organizzazione politica e militare.

In quel periodo lì vi regnava la dinastia dei Romanov e la società russa viveva nel culto dello Zar, che all’epoca era Nicola II. A caratterizzare lo zarismo era il potere autocratico, in base al quale lo Zar si sentiva incaricato per volere divino. Alla vigilia della Rivoluzione, la società russa era profondamente divisa: da una parte lo Zar, la Chiesa e la minoranza aristocratica che avevano il dominio della maggior parte delle terre; dall’altra parte la popolazione. E a tal proposito dobbiamo ricordare che, mentre il settore industriale stava cercando di farsi strada, l’agricoltura rappresentava la prima fonte di ricchezza e di sostentamento.

È in questo contesto che scoppiò il primo grande conflitto mondiale, durante il quale, tra l’altro, l’impero russo venne piegato da una pesante carestia. Stiamo parlando dell’inverno del 1916-1917. Una situazione che mise a dura prova la popolazione russa, per lo più costituita da contadini. Lo scontento che era cominciato a covare da tempo si acuì. E la speranza che la guerra potesse portare a una riappacificazione tra la popolazione e lo Zar, in seguito alle innumerevoli morti e al blocco delle attività produttive, venne presto messa da parte. Fu così che nel febbraio del 1917, la cosiddetta “questione sociale” portò a grandi manifestazioni popolari. A marzo la Duma e i Soviet di operai e soldati fecero un accordo per depositare lo Zar. Venne istituito un governo provvisorio guidato dal principe Georgij L’vov e costituito da cadetti, menscevichi e socialisti rivoluzionari. Nicola II, pur giudicando illegittimo tale governo, fu costretto ad abdicare. In poche parole, la Rivoluzione di febbraio portò alla caduta dello zarismo.

Passò qualche mese e i Soviet di operai, attivi collaboratori del nuovo governo russo, cominciarono a proliferare. Nell’estate del 1917 la situazione rischiò di finire fuori controllo, con i contadini affamati che cominciarono a prendere d’assalto le proprietà dei ricchi latifondisti. Moti spontanei di cui presto però si capì la forza e l’importanza. In questa situazione il governo cominciò a perdere consensi. A tutto vantaggio dei bolscevichi e del loro leader, Lenin. Quest’ultimo, nelle sue “Tesi di aprile”, aveva asserito che la guerra aveva dimostrato il fallimento del capitalismo e aveva parlato della necessità che la rivolta da borghese diventasse proletaria: era giunta l’ora del socialismo, il potere doveva andare al popolo.

Lenin, interpretando i desideri della popolazione russa, riuscì a far aumentare i consensi nei confronti dei bolscevichi e piano piano alimentò la spinta spontanea della rivoluzione. Così il 25 ottobre del 1917 iniziò la Rivoluzione russa d’ottobre, il cosiddetto “ottobre rosso”, e venne occupata la capitale Pietrogrado. Il giorno successivo, il 26 ottobre, i bolscevichi entrarono nel Palazzo d’Inverno e diedero vita al primo governo socialista rivoluzionario della storia e al Consiglio dei Commissari del Popolo. Il 7 novembre 1917 fu istituita la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa.

Video – La Rivoluzione russa