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Una settimana di lavoro in più

Di Redazione • 09 gen, 2012 • Categoria: Italia


Secondo i calcoli di CorrierEconomia per pagare tasse e contributi bisognerà lavorare fino al 19 giugno, sette giorni in più rispetto al 2011, soltanto gli stipendi percepiti dopo questa saranno liberi dall’onere tributario

Un’altra lunga settimana di lavoro. Da dedicare, ahimè, interamente al Fisco. E sì, quest’anno dovremo faticare sette giorni in più rispetto al 2011 per pagare tasse e contributi. Colpa delle manovre — estive ed invernali, non fa molta differenza — richieste dall’Unione Europea per cercare di tamponare il nostro deficit. E, soprattutto, la crisi dei debiti sovrani.

Agli italiani, lo sappiamo, è stato chiesto un grosso sacrificio. Ma solo rapportando le maggiori tasse introdotte nei mesi scorsi ai giorni di lavoro necessari per pagarle, questo sacrificio emerge ora con tutta la sua evidenza. Nel 2012 un quadro, o un impiegato con un buon stipendio (47.216 euro lordi) — scelto dal 1990 dal Corriere della Sera come contribuente tipo per determinare il Tax Freedom Day, il giorno della liberazione fiscale — dovrà lavorare fino al 19 giugno per sfamare l’appetito di Erario, comuni ed enti previdenziali. E solo dal 20 giugno potrà, finalmente, cominciare a guadagnare per se stesso e per la sua famiglia. Fanno 171 giorni di schiavitù fiscale. Nel 2011 la corvée finiva il 14 giugno (il 2012 è bisestile, quindi lo spostamento in avanti del traguardo è di sette giorni).

Quattro giorni di schiavitù tributaria in più, invece, per l’altro contribuente, un operaio con moglie e figlio a carico, che, avendo un reddito inferiore (23.649 euro), potrà festeggiare il suo Tax Freedom Day il 14 maggio. L’anno scorso poteva brindare alla liberazione già l’11 maggio

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