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Primo maggio, le richieste dei sindacati

Di Simone Ricci • 02 mag, 2012 • Categoria: Economia

Il primo maggio dei sindacati è stato incentrato su messaggi molto chiari: le confederazioni hanno chiesto al governo di diminuire le tasse e far leva sull'occupazione



Un altro primo maggio se n’è andato e con esso tante parole e discussioni: la giornata non poteva che essere dominata dalla manifestazione nazionale unitaria dei sindacati, i quali si sono ritrovati a Rieti per approfondire gli argomenti più attuali dal punto di vista economico. Si è quindi parlato di crisi, delle tasse, ma anche di esodati e di lavoro. Le richieste di Cgil, Cisl e Uil al governo sono state precise e puntano a un obiettivo, quello della crescita.

La riforma approntata dal ministro Elsa Fornero non è affatto piaciuta, anzi è stato auspicato di far leva sull’occupazione in un momento tanto delicato come quello attuale. I sindacati sono però divisi sulle modalità con cui far capire questo dissenso, visto che la Cgil sta organizzando in ogni dettaglio uno sciopero generale di vaste proporzioni, mentre Cisl e Uil preferirebbero qualcosa di diverso, ad esempio una mobilitazione molto più semplice.

Non poteva mancare nemmeno un commento alle ultime nomine relative alla cosiddetta spending review. Secondo Susanna Camusso, numero uno della Cgil, la nomina di altri tecnici come Enrico Bondi e Francesco Giavazzi per la revisione di spesa è alquanto stravagante, visto che proviene proprio da un governo tecnico. Inoltre, lo sviluppo verrebbe stimolato soltanto con quattro miliardi di euro da ottenere tramite i tagli alla spesa, mentre invece si punta più che altro su un ridimensionamento del welfare.

Un altro intervento di spicco è stato quello di Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: a suo dire, è urgente e necessario ridurre immediatamente le tasse che gravano su pensionati e lavoratori, senza dimenticare le imposte sulla benzina e i crediti d’imposta da mettere a disposizione di chi investe. Insomma, le ricette sul tavolo sono diverse, come quelle di Luigi Angeletti, numero uno della Uil, il cui slogan è stato incentrato sulla riduzione delle tasse in busta paga.


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