Monti uno e due
Di mario pinzauti • 31 mar, 2012 • Categoria: OpinioniSono la stessa persona il Mario Monti che parlando nella sala congressi del giornale giapponese “Nikkei” dice, tre giorni fa, che gli italiani hanno fiducia nel loro governo ma non nei partiti del nostro paese e il Mario Monti che, nella lettera pubblicata ieri dal “Corriere della sera” scrive che “pur in una fase difficile le forze politiche italiane si dimostrano vitali e capaci di guardare all’interesse del paese”? Sembra proprio di si, e del resto è lo stesso Presidente del Consiglio a confermarlo, affermando, nella lettera al “Corriere della sera” che le non proprio elogiative parole (chiamiamole pure sprezzanti se vogliamo essere precisi ) dette a Tokio sono state male interpetrate (come se l’audio non fosse stato registrato!) forse perché pronunciate in inglese (che è la lingua più parlata e quindi conosciuta del mondo!). Dunque è vero sia il Monti uno che il Monti due e sono veri sia il pesante rilievi sull’ impopolarità dei partiti italiani sia l’elogio del loro comportamento nell’attuale difficile momento politico. Peccato che il primo faccia a cazzotti con il secondo. Anche se la brusca sterzata, o meglio conversione a u, può essere spiegata . E anche capita.
Proprio nei giorni tra la dichiarazione di Tokio e la lettera al “Corriere della sera” il Presidente del Consiglio si è trovato davanti a numeri che sono stati certamente graditi,graditissimi al suo ego ma che probabilmente hanno indotto a quale riflessione l’uomo politico che il tecnico Mario Monti sta imparando a diventare.Sono i numeri degli ultimi sondaggi che confermano la vastità del consenso che il governo e il premier personalmente mantengono nel paese e la catastrofica impopolaritè di cui soffrono invece i partiti,tutti i partiti,compresi i tre(pdl,pd,terzo polo)che sostengono in Parlamento l’esecutivo.
Fatta eccezione per un solo istituto di ricerca,l’Ipr,che attribuisce a Monti e ai suoi “appena””il 49 per cento dei consensi secondo tutti gli altri il governo e il Presidente del Consiglio hanno l’approvazione di oltre(anche molto oltre) il 50 per cento dei cittadini e,quanto a popolarità,sono superati,nella storia della Repubblica,soltanto da De Gasperi che,nel periodo 1948-1953,ebbe il sostegno del 60 per cento dei cittadini. All’opposto,a poco meno di anni luce,sono le cifre sul rapporto di fiducia tra i partiti e una parte degli italiani.Coloro che mantengono questo rapporto,secondo alcuni istituti di cerca,oscillano tra il 4 e l’8 per cento del totale mentre,a giudizio di altri,più benevoli,ma non più di tanto,variano tra il 10 e il 12 per cento dei cittadini.
E’evidente che anche senza essere spiattellata dal Presidente del Consiglio la verità contenuta in questi dati fa male,molto male ai partiti.Ma se è avallata da Monti,e senza peli sulla lingua,e da un consesso internazionale-cioè davanti al mondo- può diventare mortale e tanto più perché è dichiarata a distanza di poche settimane da una consultazione elettorale,le amministrative del 6 maggio,cui parteciperanno 10 milioni di cittadini.
Essa contiene infatti quanto basta,anche di più,per fare uscire dalle urne pd,pdl,terzo polo più a pezzi di quanto già lo siano.Cosa di cui a Monti potrebbe importare un baffo,anche meno se lo sfaldamento,o addirittura la disgregazione,dei tre partiti non comportasse come probabile,probabilissima conseguenza,anche la disgregazione della sua maggioranza parlamentare, quindi la caduta del governo.
E questa è un’eventualità di cui al Presidente del Consiglio sicuramente importa di più,molto di più di un baffo. Al punto da probabilmente consigliargli,tra il giorno di Tokio e quello della lettera al “Corriere della sera”,l’opportunità di dare un taglio alle sferzate e scudisciate contro la sua maggioranza che è,come lui stesso l’ha definita,decisamente “strana”,strana come più non potrebbe essere,ma che non può morire senza far morire,insieme,anche il governo.



