Marò, l’ennesimo rinvio
Di alessandra modica • 09 mag, 2012 • Categoria: ItaliaLa vicenda dei marò italiani continua: rinviato a luglio il giudizio sul ricorso italiano, e richiesta una decisione immediata per quanto riguarda il trasferimento di Latorre e Girone in una struttura diversa dal carcere.
Il giudizio sul ricorso italiano riguardante la giurisdizione da applicare al caso dei due marò ancora in carcere in India dal 15 febbraio (ricordiamo che secondo le autorità indiane, l’incidente è avvenuto in acque territoriali indiane, per cui la giurisdizione spetterebbe al tribunale indiano, mentre secondo le autorità italiane tutto è avvenuto in acque internazionali, dunque sarebbe il tribunale di Genova a doversene occupare) è stato rinviato al 26 luglio. Nello stesso tempo la Corte ha ordinato allo Stato del Kerala di prendere prima possibile (entro 7 giorni) una decisione in merito al trasferimento dei marinai italiani in un altro luogo di detenzione, che non sia un carcere.
La Corte suprema indiana si è pronunciata ieri riguardo al caso dei marò italiani arrestati lo scorso febbraio con l’accusa di omicidio. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, infatti, avrebbero sparato e ucciso due pescatori indiani dalla nave Enrica Lexie sulla quale lavoravano.
Intanto i media indiani continuano a osteggiare l’operato dell’Italia, e dichiarano “indifendibile” il ricorso del nostro governo, in quanto sono solo gli “individui ad avere facoltà di rivolgersi alla Corte per denunciare violazioni dei diritti fondamentali, non una repubblica”, come sottolineato in un documento dal governo indiano. Inoltre, “il codice penale indiano estende l’area di giurisdizione fino a 200 miglia nautiche dalla terra ferma, quindi- conclude il documento- il Kerala ha ogni diritto di perseguire i marò”.
I legali dei marò, che dovevano essere ascoltati ieri, hanno chiesto 24 ore in più per studiare la memoria depositata dal ministero degli Esteri indiano.



