Maldive, per Nasheed “si è trattato di golpe”
Di Redazione • 08 feb, 2012 • Categoria: MondoL'ormai ex presidente delle Maldive, Mohamed Nasheed, ha spiegato che le dimissioni da lui rassegnate ieri non sono state spontanee ma indotte con la forza da un gruppo di poliziotti golpisti
Già da ieri era chiaro che Mohamed Nasheed si fosse dimesso da presidente delle Maldive non per libera scelta, tuttavia la dinamica con cui è stato costretto a lasciare il suo posto al vice Mohamed Waheed era rimasta confusa. Le uniche parole di Nasheed sono state: “Mi dimetto perché non sono una persona che vuole governare con l’uso del potere” [...] “Credo che se il governo fosse rimasto al potere sarebbe stato necessario l’uso della forza e questo avrebbe danneggiato molti cittadini”.
Oggi Nasheed è tornato a parlare e ha raccontato la sua versione dei fatti. Ma è bene riassumere brevemente cosa stava accadendo nel paese nelle settimane precedenti.
L’antefatto
Nel paese da tre settimane erano in corso dure proteste della popolazione appoggiate dalla polizia e dirette dall’opposizione critica nei confronti di Nasheed per l’ordine dato di far arrestare il giudice Abdulla Mohamed, ritenuto vicino al suo predecessore Gayoom. In realtà da tempo l’opposizione islamista e sempre più radicale si stava scagliando contro Nasheed, primo presidente democraticamente eletto, perché accusato di voler promuovere alle Maldive la libertà di culto. Nasheed, prima di vincere le elezioni nel 2008, sotto il regime di Gayoom è stato arrestato circa 27 volte per le sue attività come promotore dei diritti umani e della democrazia trascorrendo in carcere un totale di 6 anni.
Dunque secondo la versione di Nasheed, quando ieri è arrivato al quartier generale delle Forze Armate ha scoperto che era sotto il controllo di “diciotto ufficiali di medio rango” dell’esercito e della polizia. “Mi hanno detto” ha raccontato Nasheed “che se non mi fossi dimesso avrebbero fatto ricorso alle armi. Io l’ho presa come una minaccia”. Dunque le sue dimissioni “non” sono state “volontarie” in quanto “non gli era stata lasciata altra scelta”. Infine ha aggiunto di ritenere che il suo vice, Mohammed Waheed Hassan, del partito Gaumee Itthihaad (Unità Nazionale) immediatamente insediatosi al suo posto, sia complice del colpo si Stato e se anche non è stato direttamente coinvolto comunque doveva necessariamente esserne a conoscenza.
Mohammed Waheed Hassan, di contro, nella sua prima conferenza stampa da Capo di Stato ha detto:”Vi sembro uno in gradi di organizzare un colpo di Stao?” […] “Non c’era alcun piano. Non ero per niente preparato”.



