L’ultima impresa del Sindaco Alemanno
Di eduardo lubrano • 01 mag, 2012 • Categoria: ItaliaLa gestione della città di Roma non è certo facile, ma il sindaco Alemanno sta facendo di tutto per rendere difficile e complicata e talvolta incomprensibile la sua attività di primo cittadino.
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno da tempo ha in animo di regolamentare le manifestazioni ed i cortei che ogni settimana si svolgono a Roma. Il principio da cui parte il sindaco è che nella capitale ci sia una proliferazione eccessiva di cortei e quant’altro che oltre a creare problemi alla viabilità, all’ordine pubblico, costano troppo alle casse del comune.
Il problema però è che il Sindaco Alemanno e la sua amministrazione hanno uno strano modo di concepire le manifestazioni che andrebbero tassate : oggi è la volta del concerto del primo maggio in piazza San Giovanni per il quale ha chiesto ai sindacati CGIL-CISL e UIL di sborsare i 240 mila euro stimati per le spese di pulizia, sanitaria ed allestimento della piazza. I sindacati hanno risposto di no perché la storia del concerto del primo maggio è oramai storia della città e la festa dei lavoratori appartiene a tutti e non ai lavoratori di sinistra. Fino ad oggi i costi della festa in piazza San Giovanni sono sempre stati a carico del Comune, ma quest’anno il campidoglio ha deciso di cambiare adducendo la solita scusa della crisi : “In tempi come questi non si vede perché debbano essere i cittadini romani ad accollarsi tali spese – ha detto Federico Guidi presidente della Commissione bilancio dell’amministrazione Alemanno – per un evento che ormai non è più sindacale ma canoro e che gode di diritti televisivi di notevole importanza”. Sarà.
Perché è curioso come il Comune gestito da Gianni Alemanno metta bocca solo e soltanto in alcune cose. E’ il caso del Gran Premio della Liberazione di ciclismo i cui organizzatori si sono sentiti chiedere, tempo fa, un cambio della denominazione, come se il 25 aprile non avesse rappresentato la liberazione per l’intero popolo italiano. Compreso il sindaco.
O come la Corsa di Miguel, altro evento sportivo di alto risvolto sociale perché celebra la figura di un desaparecido argentino rapito dagli squadroni della morte durante gli anni della dittatura e per il quale anche il Campidoglio avrebbe chiesto un cambio di nome. Come se la tragedia dei desaparecidos argentini fosse un fatto circoscritto solo alle persone di sinistra e non fosse stata una razzia indiscriminata e terribile.
E poi c’è la vicenda del Circo Massimo. Che era stato vietato da questa giunta ad ogni tipo di manifestazione perché la Soprintendenza ai Beni Culturali aveva chiesto un maggior rispetto di un luogo troppo spesso utilizzato. Salvo poi fare marcia indietro per autorizzare la Corsa Futurista, una gara organizzata da una società sportiva il cui richiamo a certi ideali è sin troppo facile da rintracciare.
Ci sono le gaffe poi di Alemanno, anche queste a senso unico: da quella a Praga quando parlando di Jan Palach lo definì “un ardente simbolo di libertà”…all’ultima di pochi giorni fa quando aveva autorizzato, anche se poi ha sconfessato i suoi collaboratori, la presentazione di un libro pubblicato da una casa editrice che fa capo all’ex terrorista nero Franco Freda, considerato dalla Cassazione uno dei responsabili dell’ organizzazione della strage di piazza Fontana.
Su tutto il balletto dell’ordinanza sulle manifestazioni : “Oggi lo faccio!” grida ogni tanto Alemanno minacciando balzelli punitivi contro chi vuole scendere in piazza. Ma da quando lo ha detto la prima volta, sono passati anni e nessuno ha ancora visto neanche uno straccio di idea scritta a mano.
A proposito per chiudere : il sindaco nella notte ci ha ripensato ed ha detto ai sindacati : dividiamoci le spese…Quando si ha una parola sola.



