L’ultima cartolina di Andrea Barbato
Di Redazione • 12 feb, 2012 • Categoria: TelevisioniQuando c'è stato da inaugurare un giornale, aprire un telegiornale di una nuova rete rai, pensare a dei nuovi programmi giornalisti per la televisione, si è spesso pensato ad un grande giornalista come Andrea Barbato. Poi quando la Rai è diventata preda dei partiti, se ne sono dimenticati
Il 12 febbraio del 1996, a soli 62 anni moriva a Roma, Andrea Barbato, il primo direttore del neo nato TG2.
Andrea Barbato, per i telespettatori, che lo ricordano è stato “quello della cartolina”, cronista capace di dare voce in modo semplice agli interrogativi degli italiani. Aldo Grasso gli riconosce il merito di “esprimere, in toni pacati, ma fermi, la propria indignazione e il proprio dissenso, dalle versioni ufficiali delle vicende politiche italiane”. Per chi ci ha lavorato è stato una fonte di insegmento professionale che ancora oggi non si è estinta nonostante la scomparsa prematura.
Barbarto cominciò l’attività giornalistica da:a 22 anni lavorò alla BBC, poi, alternò collaborazioni con televisione e carta stampata: Messaggero, L’espresso ed il Giorno come inviato speciale in Africa ed Estremo Oriente.
Nel 1968 la Rai decise di trasmettere un telegiornale anche all’ora di pranzo: fu Barbato il primo a condurlo. In seguito, collaborò con il settimanale televisivo Tv7 in onda su Rai Uno. Nella notte tra il 20 ed il 21 luglio del 1969 “>fu tra i commentatori della diretta dello sbarco sulla Luna. Quando la RAI decise di costituire un secondo canale, fu ancora lui il prescelto a tenerne a battesimo il telegiornale.
Nel 1971 cominciò a lavorare per la Stampa e poi divenne vice-direttore de la Repubblica. Fu direttore del Tg2 dal 1976 e di Paese Seradal 1982 al 1983. Nel 1983 venne eletto alla Camera dei Deputati, aderendo al gruppo parlamentare della Sinistra Indipendente..
Nel 1987 rientrò in RAI, dove realizzò celebri programmi, soprattutto per Rai 3: tra gli altri Cartolina, Italiani, Và Pensiero. E’ stato anche autore televisivo, teatrale e sceneggiatore (ad esempio, lo sceneggiato “Caravaggio”) e scrisse diversi libri.
Dal 1989 condusse la trasmissione Cartolina, chiusa circa cinque anni dopo perché considerata “inadeguata” dal governo Berlusconi, insediatosi nel 1994.
E proprio Aldo Grasso, qualche giorno dopo la morte di Barbato scrisse questo pezzo, proprio riportando l’ultima cartolina, scritta di Andrea Barbato, sulla sus trasmissione:
A FIL DI RETE
Da Barbato l’ ultima cartolina
Soltanto da morto e’ riuscito a riprendersi il posto che per anni era stato “suo”. Lunedi’ sera, alle 20, il Tg3 ha trasmesso un omaggio di dieci minuti ad Andrea Barbato, adesso tutti lo piangono. Il necrologio della Rai ci fa sapere che Barbato e’ stato “un grande giornalista che con la sua capacita’ ed il suo rigore professionale ha tanto contribuito all’ informazione del servizio pubblico”. Raitre (Luigi Locatelli) si limita a partecipare con profondo dolore e a unirsi al cordoglio della famiglia. Come sempre succede, certe parole uno preferirebbe sentirsele dire da vivo. Circa un mese fa, Andrea Barbato scrisse una lettera . credo la piu’ amara delle sue “Cartoline” . indirizzata a Giorgio Dell’ Arti (La Stampa), a Curzio Maltese (Repubblica) e al sottoscritto (Corriere). Vale la pena rileggerne alcuni passi. DISTRUZIONE. “Mi permetto di importunarla per riferirle una vicenda televisiva tutta privata, che potrebbe pero’ anche avere un significato pubblico. Dal marzo scorso, e cioe’ dall’ insediamento stabile del nuovo direttore di Raitre, mi viene pretestuosamente negato il lavoro televisivo per il quale ho un contratto da molti anni. Potrei tacere e oziare, ma non sopporto la distruzione di un’ area professionale, specie per evidenti motivi di parte”. “Lo Speciale Tre fu interrotto in piena stagione politica, dopo oltre ottanta puntate che avevano avuto ottimo successo ed erano forse fin troppo pluraliste. Mi fu garantito che, finito un ciclo fortemente voluto dal nuovo direttore e poi naufragato, le serate di discussione politica (o altro) mi sarebbero state restituite in autunno. Falso. Mi fu detto allora di rifare la vecchia Cartolina in ottobre, e acconsentii. Falso. Non si fece. Rinviata a gennaio? Falso, la collocazione oraria non c’ e’ piu’ …”. INCAPACITA’ . “Insomma, dietro tutto questo c’ e’ censura, c’ e’ discriminazione professionale e c’ e’ incapacita’ . Ho scritto al direttore Minicucci (ammesso che esista) ma cortesemente non ho avuto risposta. Ho scritto al presidente Moratti, e al secondo indignato tentativo ho avuto un’ assicurazione telefonica che si e’ rivelata infondata. La direzione di Rete 3 non si fa viva con me da mesi. Dopo piu’ di trent’ anni di Tv, la smania di video mi e’ passata. Ma rifiuto le furbizie e le bugie, quei “non c’ e’ posto in palinsesto”, quando poi c’ e’ quello che c’ e’ . Forse, in una Tv cosi’ sarebbe meglio non esserci e non protestare; ma io credo che sia giusto spiegare a chi si ricorda di me che, se non mi vede e non mi sente, deve ringraziare Moratti, Minicucci, Locatelli e chissa’ chi altro”. Un saluto da Andrea Barbato
Grasso Aldo



