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L’Italia al Festival del cinema di Berlino

Di teresa manuzzi • 09 feb, 2012 • Categoria: Cultura

Ecco i film italiani in concorso a Berlino, per la 62esima Mostra Internazionale del Cinema di Berlino e un film britannico che è stato girato completamente in Italia.



Da oggi prende il via la 62esima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino. L’Italia sarà presente tra i concorrenti con 5 diverse pellicole che indagano le ferite non ancora cicatrizzate dal tempo della storia più recente.

“Diaz, non pulire questo Sangue” questo è il nome del film di Daniele Vicari, con Elio Germano, Alessandro Rojola e Claudio Santamaria. Il film indaga i fatti accaduti nella notte del 21 luglio 2001, quando durante il G8 300 poliziotti hanno fatto irruzione nella scuola Diaz di genova e hanno massacrato i manifestanti che in quell’edificio dormivano.

Sempre di quei tremendi giorni passati alla storia come il “G8 di Genova” parlerà il film “The summit” il docu-film di Massimo Lauria e Francesco Fracassi

I fratelli Taviani, Paolo e Vittorio, presenteranno la docu-fiction “Cesare deve morire”, frutto di un “esperimento teatrale” realizzato nel carcere romano di Rebibbia. Gli attori sono i carcerati che hanno messo in scena diversi spettacoli con atmosfere shakespeariane suggerite anche dall’alternarsi di scene a colori e in bianco e nero. La tragedia letteraria è come se prendesse nuovi colori e sfumature a contatto con la tragedia personale della detenzione.

“Camminando verso” di Roberto Cuzzillo che all’inizio delle riprese del film presentava il suo lavoro con queste parole: “Il progetto nasce dopo aver visitato diverse volte la Bosnia […]. Ho cercato di ricordare cosa è successo nell’ex Jugoslavia, raccontando ciò che la guerra la lasciato in eredità alle vittime e egli stessi carnefici…entrambi vittime della guerra.

Infine un documentario di Francesco Amato e Stefano Scarafia: “Pokot Ash Yoghurt”. Il documentario, prodotto da “Slow Food“, illustra come viene prodotto il particolare yoghurt con la cenere nei villaggi di Tartar e Soibee.

Ma l’Italia non sarà solo nei nomi dei registi. Il film della regista britannica, Rosalind Nashashibi, vede l’Italia protagonista. Infatti  ”la visione di Carlo”, è ambientato completamente a Roma e qui Rosalind ha deciso di far vivere cinematograficamente il romanzo incompiuto di Pier Paolo Pasolini: “Petrolio“.


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