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Günter Grass “non gradito” in Israele

Di alessandra modica • 10 apr, 2012 • Categoria: Cultura

Una poesia costa al premio Nobel l'interdizione da Israele. Ma il suo probabilmente non è antisemitismo, è più "scarsa informazione", come dichiarato dallo scrittore israeliano Abraham Yehoshua.



Israele non ha apprezzato le esternazioni critiche del premio Nobel tedesco Günter Grass, tanto da dichiararlo “persona non gradita”. La decisione è stata presa in seguito alla diffusione di un suo poema, pubblicato mercoledì scorso dal Süddeutsche Zeitung e altri quotidiani europei, dal titolo “Cosa deve essere detto”. In esso il poeta mette in dubbio la lealtà di Israele, e mentre il mondo occidentale si interroga sulle finalità del programma nucleare dell’Iran, si chiede se non sia rischioso che anche lo Stato israeliano abbia delle armi nucleari.

Perché riesco a parlare solo adesso
da vecchio, con l’ultima goccia di inchiostro:
il potere nucleare di Israele è un rischio
per la nostra, già fragile, pace mondiale?

Nulla di nuovo in realtà. Che Israele abbia un programma nucleare è cosa nota. Quello che per il primo ministro israeliano è inaccettabile è che il suo Stato sia messo allo stesso livello dell’Iran, suo acerrimo nemico. Da qui il divieto: Günter Grass non potrà più entrare nel Paese. Divieto che si basa su una legge che permette di impedire l’accesso in Israele a chi ha aderito al nazismo. E Grass a 17 anni lo aveva fatto.

Si allunga, dunque, la lista degli intellettuali non graditi in Israele. Insieme a Grass, infatti, vi sono Noam CHomsky, Norman Finkelstein, Ivan Prado, Peter Hounam.

Grass, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1999, è sempre stato schierato politicamente a sinistra, e si è battuto spesso per la difesa dei diritti umani, nonostante la partecipazione, come volontario dell’esercito nazista, alla II guerra mondiale. Per questo, le sue parole non potevano che essere un invito alla pace.
Ma lo scrittore israeliano Abraham Yehoshua, intervistato su La Stampa, non è d’accordo. “Non capisco- afferma- come uno come Grass possa affrontare i problemi del Medio Oriente accontentandosi di valutazioni così approssimative”. Il pericolo rappresentato dall’Iran nel processo di pace, secondo l’israeliano Yehoshua, è chiaro anche ai palestinesi. “L’Iran è un paese con cui abbiamo avuto nel tempo molti legami- dice- c’è persino una comunità ebraica. Ora però un regime fanatico non ha altra scelta, per perpetuarsi, di riunire gli islamici sotto la bandiera della sharia contro Israele. Rappresenta un pericolo gravissimo, cui non possiamo cedere”. Una gaffe dunque. Che però gli è costata l’accusa di antisemitismo. “Si deve parlare di palestinesi e di processo di pace, questo sì. Non capisco perché non l’abbia fatto- dichiara lo scrittore- Non credo però che Grass sia antisemita. Anzi lo escludo. Non tutti ricordano che partecipò alla visita di Willy Brandt nel 1973, la prima visita ufficiale di un cancelliere tedesco in Israele. Diciamo piuttosto che le sue posizioni e analisi politiche non sono sempre state particolarmente felici, come quando si dichiarò contrario all’unificazione tedesca”.


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