Le affermazioni del ministro Passera
Di Redazione • 08 gen, 2012 • Categoria: Politica
Passerapensiero o agenda di governo ? Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, intervista il Ministro Passera, ministro allo Sviluppo Economico, alle Infrastrutture e ai Trasporti, che assume posizioni nette sui temi del momento: liberalizzazioni, tasse, servizi pubblici, il ruolo della BCE.
Le risposte alle domande di Cazzullo sono di un manager abituato da tempo a decidere e che non vuole mettere in conto quelle che sono ormai le incrostazioni che bloccano una società, quella italiana, ferma su posizioni arcaiche, da paese provinciale come era l’Italia alla fine della guerra e come è, sostanzialmente, anche oggi. Se pensiamo agli stipendi e ai privilegi dei commessi o degli stenografi di Camera e Senato, vediamo un paese feudale che premia e gratifica solo chi è vicino al potere.
«Da due mesi a oggi, un grande effetto c’è già stato: un forte recupero di credibilità e di fiducia, che anche l’altro giorno a Parigi si percepiva con chiarezza. Credibilità conquistata sul campo dal presidente del Consiglio e dall’intero Paese. Riforme coraggiose che aspettavano da tempo, come quella delle pensioni, che il governo ha proposto, il Parlamento ha approvato in tempo record e la gente ha accolto con una reazione molto composta».
Ministro Passera, eppure la situazione resta difficile. E lo spread oltre quota 500.
«È vero, l’emergenza non è finita. Il peggio è passato: abbiamo corso davvero il rischio della Grecia, del disastro. Non siamo ancora fuori dal tunnel. Però un progetto di rilancio del Paese è stato avviato con determinazione. Ogni ministero ha il suo compito da svolgere. Si lavora bene insieme, e questo accelera e rende più efficace il lavoro di tutti. Abbiamo un piano per la crescita. Per liberalizzare e favorire i consumatori. Per sostenere le imprese. Per investire nell’istruzione, nella ricerca, nella giustizia. L’Italia ha fatto e farà la sua parte. Serve però che la faccia anche l’Europa. A cominciare dalla Germania».Dopo il bilaterale a Berlino della prossima settimana, la cancelliera Merkel sarà in Italia il 20. Che cosa chiede il governo alla Germania, all’Europa?
«L’Europa non riesce a decidere con visione e pragmatismo, i mercati valutano che l’Europa non ce la faccia, quindi scommettono contro; e i Paesi con un debito più alto soffrono di più. O l’Europa decide di darsi gli strumenti che qualsiasi moneta ha, vale a dire una Banca centrale in grado di garantire la liquidità e la stabilità, oppure non ci sarà crescita, e non ci sarà occupazione. La Germania è il Paese che ha avuto maggiori vantaggi dall’euro. Sono certo che svolgerà il ruolo che le compete di Paese leader, non di Paese che spacca l’Europa. L’Europa deve avere il coraggio di dire al mondo che garantisce se stessa. Altrimenti, con questi tassi di interesse, crescere è quasi impossibile».Nel frattempo in Italia cresce il disagio sociale.
«È vero. Il disagio occupazionale cresce visibilmente, e va ben oltre il numero dei disoccupati. Bisogna considerare anche gli inoccupati che non cercano neppure lavoro, i cassintegrati, i sottoccupati. In tutto sono almeno sei milioni di persone. E questo è un peso enorme per le famiglie italiane, perché significa paura del futuro. L’Italia, come l’Europa, deve lavorare per il rigore, ma anche per la crescita. La politica deve misurarsi in termini di posti di lavoro creati, non solo di Pil e di equilibrio dei conti. Se non cresciamo non potremo garantire al mondo che avremo la capacità di restituire il debito».
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