La pirateria non è un diritto garantito
Di luca ajroldi • 08 feb, 2012 • Categoria: InternetTutto il gran parlare che si fa sulla libertà in Internet, spesso viene confuso con la libertà di scaricare, vedere, tuto gratis. Non è così. Matteo Bordone spiega il suo, condivisibile, punto di vista.
Ma la pirateria online è un diritto ? Sicuramente no. Anzi, molto semplicemente è un furto. E chi si lamenta e piagnucola di non poterlo più fare è rimasto fuori dal tempo. E’ rimasto, come dice Matteo Bordone, giornalista e conduttore televisivo, all’epoca in cui l’autostrada non aveva limiti di velocità. Quel periodo è finito. Nel suo articolo su Wired, Bordone sostiene, a ragione, che scaricare musica, film e telefilm piratati, non è un diritto garantito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Da qualche anno a questa parte (da diversi anni, a dire la verità) io e altri milioni di persone nel mondo rubiamo roba in rete. Si tratta di furto perché chi ha prodotto quella roba ha pagato degli stipendi, dei fornitori, ha anche solo messo in opera la propria creatività e le proprie capacità per realizzare quello che noi otteniamo senza spendere una lira. Certo, spendo per la connessione, per il computer, per gli hard disk, per gli attrezzini che attacco al televisore per vedere meglio quello che scarico. Ma per i film, per le serie, per i dischi, a volte anche per i programmi non pago nulla. Costano, ma io me ne frego: ho trovato un modo per non pagarli, e lo sfrutto.
Ora, è evidente che la differenza tra il possesso di una sedia e il possesso di dati digitali è notevole, chiara a tutti e nello stesso tempo di difficile definizione. Questo non toglie che qualsiasi cosa sia sul mercato ha un costo, e chi non corrisponde a chi vende quella cifra, o è sposato con la venditrice, oppure è un ladro. Fosse anche una cosa impalpabile come l’amore, assurda come la cartomanzia, si dovrebbe comunque pagare. Perché se non sei disposto a pagare, sei disposto a fare a meno, e il diritto inalienabile a vedere Lost gratis non è garantito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.




Motivazioni tanto grette non sono accettabili…
Ed il diritto alla conoscenza e’ inalienabile per tutti,non solo per chi puo’ permetterselo…
La questione ovviamente trascende la banalita’ di stupidi filmetti da quattro soldi o assurde serie televisive…
per quelli si puo’ anche dover pagare,ma la condivisione della conoscenza DEVE essere libera ed universalmente accessibile…