La morte di Carlo Fruttero
Di Redazione • 16 gen, 2012 • Categoria: Cultura
“Passati gli ottant’anni nessuno osa più scrivere di te ‘il vecchio Frutterò, ancor meno ‘l’anziano Frutterò. Così si passa a un sinonimo lusinghiero: ‘il grande Frutterò. Per far capire che è solo un modo di dire, si può ricorrere a un superlativo: il ‘grandissimò Fruttero, che qui saluta e lascia la scena col suo più bel sorriso”.
Così ironizzava sui vantaggi della vecchiaia Carlo Fruttero, morto oggi a 85 anni, in un elenco scritto per Vieni via con me, il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano. Con la consueta, raffinata e sagace ironia, Fruttero aveva scritto: »Un vecchio è il solo ad avere i titoli per parlar male della sua età. Potrà dire: ‘Mi fanno ridere questi precari. E io allora, che sono più di là che di qua?’ Potrà chiudere con “Non ne posso più di tutta questa vecchiaia”, ottenendo un sorriso comprensivo”. Altro vantaggio, “guidare contromano per 14 Km sull’autostrada, di notte. Ti tolgono la patente, ma vuoi mettere la soddisfazione?”. E ancora, “un vecchio può continuare a fumare tranquillamente. Ormai tutti i suoi terapeuti concordano nel dire che smettere sarebbe peggio”. E perfino »giocare la domenica pomeriggio in famiglia alla compilazione del proprio necrologio. ‘Circondato dall’affetto dei suoi cari…’. Meglio tenersi sullo stringato. Costa meno e poi è anche vero, molte volte«.
Anche sulla morte riusciva a scherzare. “Se anche volessi, non potrei suicidarmi: sono invalido, e bloccato a casa al pianterreno”, aveva detto nel novembre 2010, parlando del suicidio di Mario Monicelli. Una scelta – simile a quella di Franco Lucentini, legato allo scrittore torinese da un sodalizio lungo una vita, che si ammazzò nel 2002 a 82 anni – che Fruttero allora definì come il gesto di una “personalità molto indipendente”, ma forse anche il frutto della “solitudine”. Parlando di sè, poi, in quell’occasione aggiunse: “Ho la fortuna di avere due figlie che amo moltissimo e che si occupano intensamente di me, tre nipoti meravigliosi che anche loro si occupano di me: un gesto del genere li rattristerebbe, per loro sarebbe una tragedia. Quando hai una cerchia di affetti importantissimi, magari non lo fai. E dunque, penso che tirerò avanti così”.
Carlo Fruttero che era nato a Torino nel 1926 è stato traduttore, giornalista, oltre che scrittore, ha legato gran parte della sua vita al sodalizio artistico con Franco Lucentini. I loro principali successi: “La donna della domenica”, “A che punto è la notte”, “La prevalenza del cretino”. Dopo la morte dell’amico, nel 2002, per qualche anno aveva smesso di scrivere



