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L’Italia di cui ci dobbiamo vergognare

Di mario pinzauti • 07 gen, 2012 • Categoria: Opinioni


L’Italia di cui ci vergogniamo, di cui dobbiamo vergognarci esce in questi giorni dai suoi rifugi dorati e chiede, pretende di essere non solo tollerata ma accettata come rappresentanza del giusto e del normale, quindi degna d’imitazione. Francesco Rutelli va in vacanza alle Maldive con la moglie Barbara Palombelli proprio mentre con i mancati adeguamenti delle pensioni alla crescita dell’inflazione, gli aumenti ormai quotidiani dei prezzi della benzina e del gasolio, tanto altro, la manovra “lacrime e sangue” costringe la gran parte degli italiani ai primi sacrifici e rinunce e altri, ancora più gravi, ne annuncia per l’avvenire. Il leader dell’Alleanza per l’Italia tiene a precisare che si tratta del viaggio di nozze in lista di attesa da 30 anni, da quando si è sposato. Ma non spiega-forse perché gli sarebbe difficile farlo-come mai dopo aver aspettato tre decadi abbia scelto, per celebrare e festeggiare il suo matrimonio in un paradiso tropicale proprio quest’anno che dovrebbe essere di rinunce per tutti, dunque anche per lui, anzi per lui, rappresentante del popolo, prima che per altri.
Un blitz delle fiamme gialle il 30 dicembre ha permesso di scoprire a Cortina d’Ampezzo una serie di maxievasioni fiscali e una parte degli italiani, oltre ad alcuni organi dell’informazione, ha visto nell’episodio il promettente segno di una svolta nella lotta per debellare la frode tributaria. Altri nostri connazionali,tra cui esponenti politici anche di primo piano, oltre a persone direttamente o indirettamente danneggiate da operazioni dirette a smascherare l’evasione fiscale,hanno espresso giudizi completamente diversi.

E invece di mettere sotto accusa il commerciante che ha nel suo negozio articoli e beni dal valore di un milione e mezzo di euro ma non giustificati, fiscalmente, per un solo centesimo, o il cliente del più lussuoso albergo di Cortina, che alloggia in una camera da 500 euro per notte ed è proprietario di un’auto extralusso del valore di 200.000 euro ma dichiara un reddito lordo annuale di 20 mila euro, hanno scagliato dardi di parole infiammati contro un signore chiamato Attilio Befera,colpevole di essere il direttore dell’Agenzia delle entrate. Contro questo signore personaggi come il sindaco di Cortina, il governatore del Veneto Zaia,il capo gruppo del pdl alla Camera dei Deputati Fabrizio Cicchitto e l’ex sottosegretario Daniela Santanchè non si sono limitati a sollecitare interventi governativi che ne frenino il presunto eccesso di attivismo ma punizioni, perfino rimozioni dall’incarico, a meno che Befera e i suoi non cambino marcia e rotta e indirizzino le loro indagini e i loro blitz verso il Sud del paese.Il fatto che l’Agenzia delle Entrate già picchi duro in Campania, Puglia,altre regioni meridionali è irrilevante per questi critici a giudizio dei quali la lotta alle evasioni dovrebbe concentrarsi soltanto nel Sud, trascurando invece Cortina, Portofino, Chiavari, le altre zone del Nord dove, per attrattive turistiche, attività imprenditoriali,il danè,il danaro circola in abbondanza.
Che dire? Soltanto che unendo queste oscene storie di gesta dei nemici del fisco alle oscene storie dei parlamentari e degli altri eletti del popolo, che le stanno pensando di tutti colori per evitare di partecipare, con un pezzetto del loro benessere, ai sacrifici chiesti agli italiani per superare la crisi ,ci troviamo davanti a un quadro che ci fa arrossire,che non vorremmo vedere,quello dell’Italia di cui dobbiamo vergognarci ed è causa non minore dei gravi problemi che frenano la crescita del nostro paese.


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