Imu, più tolleranza sugli errori di calcolo
Di Simone Ricci • 04 mag, 2012 • Categoria: EconomiaIl sottosegretario all'Economia, Vieri Ceriani, apre all'ipotesi sul blocco delle sanzioni in caso di errori di calcolo per l'Imu
Errare humanum est dicevano gli antichi Romani e forse anche il governo è pronto a far suo questo famoso detto per quel che riguarda l’Imposta Municipale Unica: l’Imu è una tassa nuova e sperimentale, ogni giorno ne sentiamo parlare in un tutte le salse, ma un primo spiraglio positivo potrebbe arrivare con l’apertura di Vieri Ceriani, sottosegretario all’Economia. Secondo l’economista romano, infatti, si starebbe studiando la possibilità di bloccare multe e sanzioni per gli errori di conto dei contribuenti, visto che i calcoli dell’imposta non sono certo semplici, dunque un po’ di tolleranza sarebbe gradita. Il sito del Corriere della Sera ha approfondito questa ipotesi:
Apre anche su questo il sottosegretario Ceriani. Ma solo per il futuro, non prima del 2013. «Si può ragionare su due opzioni. La prima è dare tutta l’Imu ai Comuni, usando la quota erariale per finanziare i trasferimenti» alle amministrazioni locali. Tecnicamente, i soldi incassati dallo Stato sarebbero girati al cosiddetto fondo di perequazione, in modo da riequilibrare le differenze che altrimenti ci sarebbero tra grandi Comuni ricchi e piccoli Comuni poveri. La seconda ipotesi, invece, è «prevedere due imposte nettamente separate, una che vai ai Comuni una che va allo Stato», in modo da fare chiarezza. Ma se questo riguarda il futuro, è più urgente capire cosa succederà nelle prossime settimane. Secondo le tabelle sul tavolo del sottosegretario il 30% delle prime case non pagherà nulla grazie alle detrazioni, mentre per gli altri, sempre sulla prima casa, la media sarà di 194 euro. E ritocchi delle aliquote possibili fino al 10 dicembre, cioè alla vigilia del saldo finale, per garantire il gettito previsto? «Non credo sarà necessario – dice Ceriani – penso non ci saranno scostamenti rispetto alle stime».
Facendo il confronto con la vecchia Ici, pagherà di meno chi ha una rendita catastale bassa e di più chi invece ce l’ha alta. Consapevoli che non sempre la rendita misura in modo obiettivo il valore della casa. E non è l’unica distorsione messa nel conto quando a dicembre, in piena emergenza sui conti pubblici, il governo ha deciso di tassare di nuovo la prima casa, come del resto avviene in tutti Paesi dell’Ocse, che raggruppa 34 economie avanzate, e come già si è fatto da noi dal 1993 al 2007. «Forse abbiamo fatto un errore – dice Ceriani – perché abbiamo deciso di anticipare l’applicazione dell’Imu di due anni, pensando che tutti i problemi fossero stati risolti da chi quella tassa l’aveva voluta». Ed è qui che il ragionamento del sottosegretario si fa più politico.
Se la Lega chiama alla rivolta fiscale, Ceriani tira fuori dalla sua cartellina tre ritagli di giornale per ricordare che nel 2008 Umberto Bossi era favorevole al ritorno dell’Ici. E se il Pd continua a chiedere di alleggerire l’Imu accompagnandola con una patrimoniale, Ceriani sottolinea che «abbiamo fatto una patrimoniale reale con l’Imu e il bollo sulle attività finanziarie». Prudenza sull’aumento dell’Iva? Il sottosegretario frena sull’ipotesi che i risparmi della spending review, il lavoro di lima sulla spesa pubblica, possano evitare l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto previsto ad ottobre: «Non c’è un nesso preciso tra i tagli di spesa e l’aumento dell’Iva». Da Equitalia arriva una precisazione sul fenomeno dei Comuni che decidono di riscuotere i tributi per conto proprio: «I sindaci non devono disdire alcun contratto perché è la legge a prevedere che gestiscano da soli l’attività dal primo gennaio 2013».



