Il teatro scuola nella terra di camorra
Di antonio lubrano • 24 apr, 2012 • Categoria: Singolare/PluraleL’Italia che non ti aspetti. S.Arpino in provincia di Caserta è un paese di 15mila abitanti, a un tiro di schioppo da Aversa o da Casal di Principe,dunque in pieno feudo camorristico. Le sue strade sono afflitte da cumuli di rifiuti e l’immagine che offre al visitatore sembra la riproduzione in miniatura della Napoli umiliata dall’emergenza monnezza mesi e mesi fa.
Ebbene, qui a S.Arpino da 14 anni si svolge la Rassegna nazionale del teatro-scuola. I ragazzi delle scuole del nord come quelli del centro e del sud si alternano sul palcoscenico del Teatro Lendi per dieci giorni tra aprile e maggio. E recitano testi originali ma anche i grandi autori di teatro, da Shakespeare a Pirandello. E si esibiscono in coreografie e quadri in costume che strappano applausi a una platea(800 posti) ogni giorno gremita e ammirata, persino sorpresa della bravura dei giovanissimi protagonisti.
Non c’è in Italia, che io sappia, una manifestazione simile. Si può dire che S.Arpino rappresenti per il teatro dei ragazzi quello che Giffuni rappresenta per il cinema dei ragazzi. Naturalmente la rassegna – che ha un titolo intrigante, “Pulcinellamente” – stenta a farsi luce nel panorama italiano dello spettacolo ma si consola pensando che a Giffuni sono stati necessari vent’anni per diventare un punto di riferimento cinematografico. Di sicuro la televisione, pubblica o privata, continua a ignorare l’evento.
S.Arpino in più vanta l’origine schiettamente teatrale, perchè il paese è l’erede dell’antica Atella, da cui le atellane, ossia le maschere, una delle quali – quella di Maccio – sicuramente genitrice di Pulcinella. E perciò il titolo della rassegna si rifa al simbolo dello spettacolo napoletano, giocando sul doppio significato: Pulci nella mente dei ragazzi come stimolo alla creatività, alla rappresentazione della vita; e Pulcinella mente, nel senso che non sempre questa maschera rappresenta il vero della città e della Campania intera.
Patron della rassegna di S.Arpino è il sig.Elpidio Iorio, un quarantenne entusiasta che con un piccolo gruppo di volontari, organizza ogni anno la serie di spettacoli.Avendo a disposizione un budget miserrimo: 17-18mila euro. Finora più di diecimila ragazzi hanno partecipato all’evento e il Presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, è stato il primo e più sensibile amico della manifestazione, disponendo da un paio d’anni in qua che quattro medaglie a sua firma siano assegnate alle scuole che hanno prodotto gli spettacoli migliori.
Mi sembra significativo in proposito riportare un giudizio di Giuseppe Dell’Aversana, che è stato sindaco di S.Arpino per due mandati: “Pulcinellamente vuol essere il luogo dove il merito e le capacità vengono premiate indipendentemente dalla provenienza e dall’appartenenza mentre la meritocrazia nel nostro Paese è un criterio poco praticato, spesso si fa carriera più per parentele, conoscenze, raccomandazioni, appoggi politici che per criteri oggettivi di eccellenza..”
Iorio a sua volta, consapevole delle difficoltà che offre il territorio, aggiunge: “La nostra rassegna teatro-scuola si rivolge ai giovani per educarli al rispetto delle regole e all’impegno civile”. E questo a S.Arpino diventa un atto di coraggio.



