Il talk show di Julian Assange
Di alessandra modica • 18 apr, 2012 • Categoria: TelevisioniAssange arriva in tv con un talk show in cui promette ospiti speciali. Il primo è stato Hasan Nasrallah, segretario del movimento sciita libanese Hezbollah.
Era già apparso in tv, anche se in versione cartone animato, pochi mesi fa, ma adesso è tornato con un talk show. E’ Julian Assange, il cofondatore di Wikileaks che ieri, alle 13.30 ora italiana, ha condotto la prima puntata del suo nuovo programma televisivo sul canale satellitare di Russia Today, una tv del governo russo che trasmette in inglese, arabo, russo e spagnolo.
La trasmissione, dall’ammiccante titolo “the World tomorrow“, Il mondo di domani, sarà mandata in onda ogni martedì, dalla casa in cui Assange, ricercato anche negli Usa, per divulgazione di segreti militari, si trova agli arresti domiciliari in Gran Bretagna. La colonna sonora dello show è stata composta dalla cantante britannica di origine tamil M.I.A. (Mathangi “Maya” Arulpragasam).
In uno dei trailer per la versione in arabo del programma, il cofondatore di Wikileaks afferma di aver deciso di fare un programma televisivo per avere il massimo impatto politico possibile, e per migliorare il mondo del giornalismo. Il tutto mentre attende la decisione della Corte suprema britannica sul suo ricorso contro la richiesta di estradizione fatta dalla Svezia, paese dove è indagato per violenza sessuale, già accettata dall’Alta Corte di Londra.
Primo ospite di “The world tomorrow” è stato Hasan Nasrallah, politico libanese e segretario generale del movimento sciita del Libano Hezbollah. L’intervista, la prima negli ultimi 6 anni, non ha svelato, però, nulla di nuovo o di particolarmente rilevante, se non il fatto che Hezbollah sta avviando i contatti con l’opposizione siriana per incentivare il dialogo con l’attuale regime.
Grande mistero sui prossimi ospiti di Assange, che per ora ha annunciato soltanto che in totale saranno 12, tutti politici, rivoluzionari, intellettuali e artisti, protagonisti del suo programma della durata di 26 minuti. Tutte le puntate saranno disponibili in rete.




Ho letto una parte dell’intervista e mi pare che di cose interessanti ne siano state dette. In particolare mi ha colpito che secondo questo leader l’unica soluzione è avere uno stato di Palestina in cui arabi, cristiani ed ebrei convivano e secondo lui non ci sono altre vie percorribili, nelle democrazie questo non l’ho mai sentito.