Il rincaro eccessivo della bolletta del gas
Di Simone Ricci • 04 mag, 2012 • Categoria: ConsumiIl Creef della Federconsumatori ha stimato un nuovo aumento per le bollette del gas: il rincaro dal 2010 ad oggi è pari a 253 euro
Non si vuole fare una facile ironia, ma la bolletta del gas rischia letteralmente di esplodere prima o poi: sembra quasi che queste tariffe non vogliano lasciare a quelle della luce l’esclusiva del rincaro e così si sono adeguate. Secondo le ultime rilevazioni del Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione della Federconsumatori, infatti, l’aumento sarà pari a 253 euro, mentre la spesa media delle famiglie ammonterà a circa 1.286 euro nel caso di un consumo di 1.400 metri cubi.
Un valore così alto non veniva registrato addirittura da sedici anni, segno che c’è qualcosa che non va. I 253 euro che sono stati citati in precedenza non sono altro che la somma di tutti i rincari dal 1° gennaio 2010 fino a oggi, con un picco pericoloso già lo scorso anno (139 euro per la precisione); nel primo e nel secondo trimestre del 2012, invece, si attendono altri cinquantaquattro euro di rialzo. Basta poi ricordare che la spesa annua di una famiglia per la luce è salita fino a oltre 501 euro per completare questo quadro dalle tinte decisamente fosche.
Come si può risolvere tutto questo? Il suggerimenti e le proposte dell’associazione dei consumatori sono presto detti: anzitutto, bisogna puntare alla riduzione dei prezzi attraverso degli adeguamenti opportuni ogni singolo trimestre. Inoltre, si è parlato tanto della scissione tra Eni e Snam Rete Gas, una operazione che potrebbe portare a qualche risparmio, ma finché non c’è una approvazione definitiva dello scorporo, tutto rimane virtuale.
Una ulteriore misura urgente richiesta dalla Fedrconsumatori consiste nell’aumento della capacità di importazione dei gasdotti, senza dimenticare la costruzione di rigassificatori che siano in grado di rispettare tutti gli standard di sicurezza. Infine, l’ultimo riferimento non può che andare alla tassazione, attualmente pari al 34% per ogni metro cubo consumato, una percentuale troppo alta rispetto alla media del continente europeo (20%).



