Monday 20 May 2013, ore 05:29 Facebook | Twitter | Rss

Le ultime notizie, i primi commenti.

Il rebus delle Province: chi ha la soluzione?

Di Redazione • 11 feb, 2012 • Categoria: Italia

I partiti sono divisi su cosa fare delle Province : Pdl e Pd le voglioni riordinare ma non abolire; la Lega le vuole conservare tutte; l'Idv non ne vuol più sentir parlare. Intanto entro marzo bisogna prendere una decisione perchè a maggio si dovrebbe votare. Il decreto salva Italia ne prevede la cancellazione.



Tra aprile e maggio scadranno i consigli provinciali di Ancona, Belluno, Cagliari, Como, Genova, La Spezia, Ragusa e Vicenza (in ordine alfabetico). In teoria si sarebbe dovuto andare a votare il rinnovo ma nel decreto Salva Italia prodotto dal governo Monti è contenuto una specie di sotto prodotto “smantella province” che in qualche mod riecheggia quanto da tempo si dice che bisogna fare con questi enti locali: abolirli.

Le Province in Italia sono 108 e secondo i tabulati dell’Unione Italiana Province la spesa nel 2011 è stata di 11 miliardi e 618 milioni di euro, il 14 per cento in meno rispetto al 2008 fanno notare dall’UPI. Ma quello che preoccupa il governo dei tecnici è il cosiddetto conto economico delle amministrazioni provinciali per gli anni 1990-2010 elaborato dall’Istat. Non tiene conto dei “risparmi” fatti registrare dagli enti (e rivendicati dall’Upi) alla chiusura dello scorso anno. Ma è comunque significativo. Cosa emerge dalla tabella? Per esempio che le spese correnti che ammontavano a 3,6 miliardi nel 1990, sono lievitate fino a 9,9 miliardi nel 2010. Sono cioè triplicate. Quelle per investimenti erano un miliardo e 40 milioni nel ’90 e sono più che raddoppiate due anni fa: 2,6 miliardi. E risulta triplicato il totale complessivo delle uscite: da 4,6 a 12,5 miliardi. Un capitolo che resta aperto è cosa ne sarà – ora che lo smantellamento è avviato – dei 13 miliardi di mutui che in questi anni le Province hanno acceso con la Cassa depositi e prestiti.

Che i partiti siano d’accordo su cosa fare è una chimera perché non va mai dimenticato che le Province rappresentano comunque un bacino importante di simstamento di posti di lavoro, di poltrone da assegnare, di stipendi con i quali tenere buoni amici e nemici. Allora il nuovo asse Pdl-PD viaggia verso un’ipotesi di riordinamento ma non di totale abolizione dell’organismo provincia: la Lega è per il mantenimento dello status quo, al contrario l’Italia dei Valori vuole la cancellazione totale.

La Commissione Affari Costituzionali della Canera dovrebbe produrre un testo entro il 31 marzo prossimo, ma l’UPI è pronta ad impugnare la norma dell’articolo 23 del decreto Salva Italia (che dice niente rinnovo per i consigli, nessuna elezione diretta del presidente per le amministrazioni in quelle aree per le quali si dovrebbe votare a primavera dove  le Province resteranno in vita, ma le competenze di presidente e giunta saranno acquisiti da un unico commissario prefettizio o comunque governativo) dinanzi alla Corte Costituzionale (l’organo è previsto dalla Carta e non può essere soppresso così, è la tesi). In ogni caso, entro il marzo 2013 una legge dovrà definire i destini delle altre 99 Province, per le quali comunque la norma vigente non prevede nuove elezioni.

Inoltre sempre l’UPI propone una riduzione del numero delle province da 108 a 60 ed una riduzione di spesa di 5 miliardi di euro.


Tagged as: , , , ,

Articoli correlati




Lascia un commento

Published by Communicagroup