Il Ministro Fornero e il lavoro che non c’è
Di Redazione • 30 gen, 2012 • Categoria: PoliticaElsa Fornero, Ministro del Welfare ha affrontato con Lilli Gruber i temi più importanti della sua azione a favore della riforma, della crescita e dello sviluppo del mondo del lavoro nel nostro paese
Ieri sera il Ministro del Welfare, Elsa Fornero è stata opsite di Lilli Gruber nel programma di La / , Otto e 1/2. Ecco le dichiarazioni del ministro.
“Sì potrebbe ipotizzare di rendere obbligatorio, almeno per un periodo di tempo, il congedo di paternità, per superare la resistenza a superare un gap soprattutto culturale del paese, anche se sono forme di obbligatorietà su questi temi. Il governo varerà la riforma del mercato del Lavoro per fine marzo. Un obiettivo da raggiungere con il dialogo con le parti sociali. Sarà necessario un accordo con imprese e sindacati? Non ho detto questo. La condizione e che i risultati ci siano, che la riforma sia incisiva”.
“L’articolo 18 non è preminente, ma non deve essere un tabù. Ci sono almeno tre modi di affrontarlo, e su due ho motivo di credere che i sindacati siano disposti a dialogare Si potrebbe cercare di intervenire con una qualche norma che regoli in maniera diversa le cause di lavoro. L’obbligo di reintegro ed i tempi lunghi della Giustizia civile creano grande incertezza nelle imprese: le sentenze di reintegro arrivano con molto ritardo e per le aziende questo comporta costi molto gravosi”.
“Le regole non potranno essere applicate da domani, in questa fase abbiamo soltanto imprese che chiedono riduzione di personale. Ma non dobbiamo rinunciare all’ottica di lungo periodo.Si potrebbe tentare la strada di misure da provare sul campo, prima di mettere a regime una nuova normativa. Un contratto unico è eccessivo. L’obiettivo del governo è ridurre la giungla di contratti che ora sono in vigore in Italia. L’idea è quella di contrastare l’abuso delle forme contrattuali flessibili che in realtà permettono al datore di lavoro di pagare poco il lavoratore. Certamente bisogna puntare a rendere la stabilizzazione dei contratti appetibile e più costosa la flessibilità per le imprese”.
“Vorrei inquadrare la riforma in un quadro di politica economica più ampio, e non escludo interventi anche di politica fiscale, come un cambiamento del mix di tassazione tra capitale e imprese. Incentivi per le imprese, ma quando ci saranno le risorse. Per detassare bisogna ridurre ancora la spesa pubblica, un lavoro che è in corso con la spending review“.



