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Gli identikit degli evasori fiscali

Di simone ricci • 02 feb, 2012 • Categoria: Economia


Blitz spettacolari, nuovi strumenti e una normativa più chiara: i mezzi per contrastare gli evasori fiscali ci sono tutti, ma chi si può davvero identificare con questo termine? Gli investigatori dell’Agenzia delle Entrate sono riusciti a costruire una serie di “identikit”, con gli atteggiamenti più frequenti da parte di chi tenta di fare il furbo al momento di pagare le tasse.

Ovviamente, non si tratta della figura in carne e dalla barba incolta che ormai siamo abituati a vedere nella celebre pubblicità televisiva: più che altro, il tipico evasore italiano si comporta in sette maniera diverse. Quali sono questi profili e, soprattutto, è possibile stanarli con una certa sicurezza?

Il contribuente bifronte.
Con questo termine si indica quella persona che riesce a guadagnare sia sui propri costi che sui ricavi. Non si parla necessariamente di un “riccone”, ma di un commerciante che emette in maniera regolare gli scontrini e le ricevute fiscali, ma che poi risparmia sulla propria colf, cercando di far risultare il conto aziendale più alto di quello che realmente è. Un altro tipico comportamento è quello di privilegiare i prestiti infragruppo, ovvero i prestiti in favore di persone che si trovano nei cosiddetti paradisi fiscali, pagando meno tasse sul passaggio di denaro.

L’evasore per necessità.
In questo caso, si evadono le tasse per difficoltà economiche e finanziarie: una situazione del genere non può che capitare ai pensionati, ai disoccupati e a coloro che sono in cassa integrazione. Diventa difficile colpevolizzare persone che vivono in queste condizioni, quindi le denunce sono molto meno diffuse: si evade per evitare i debiti.

L’evasore “vip”.
Quanti ne abbiamo conosciuti di personaggi simili: attori, calciatori, presenze fisse della televisione e quant’altro. Che cosa gli manca nella vita per spingerli ad evadere? Non certo gli stipendi faraonici, più che altro preferiscono godersi per bene questo denaro e spostare le loro residenze in altre città per sfuggire al Fisco.

L’evasore clandestino.
Stanare un “clandestino” non è semplice: si tratta di un furbetto che non ha alcun recapito telefonico fisso e che effettua tutte le proprie operazioni in nero; nel 2011 questi evasori hanno sottratto allo Stato ben ventuno miliardi di euro.

Il mago e lo spallone.
Nel primo caso vengono create società fantasma (fittizie) che però permettono di guadagnare sull’Iva, nel secondo, si tende a fuggire dall’Italia con denaro e preziosi letteralmente in spalla, così da poter pagare meno tasse sui loro rendimenti.


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