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I detenuti anziani negli Stati Uniti

Di Redazione • 14 giu, 2012 • Categoria: Mondo

Gli Stati Uniti hanno il 5 per cento della popolazione mondiale ma hanno il 25 per cento dei detenuti di tutto il mondo. E troppi di loro sono persone oltre la mezza età



L’ACLU è l’Unione Americana per le Libertà Civili. Ha da poco pubblicato un rapporto sullo stato dei detenuti anziani nelle prigioni degli Stati Uniti. Il termine anziani, “elderly” in inglese, per l’associazione, comprende i prigionieri dai 55 anni in su.

Sono 125 mila in questo momento nelle carceri americane, il 1300 per cento in più dal 1980. Secondo il rapporto ogni detenuto “elder”costa alle casse degli Stati d’America ed al Governo federale circa 68 mila dollari a fronte dei 34 mila che vengono spesi per un detenuto più giovane. Inoltre esistono ampie prove che questi carcerati non rappresentano più un pericolo per la società o in maniera molto lieve.

L’ACLU sostiene che senza interventi urgenti nel settore i detentuti over 55 nel 2030 saranno 400 mila ed a quel punto ci sarà un enrome problema per le casse federali e per il budget del sistema penitenziario americano. Perché i detenuti “anziani” necessitano di cure mediche e di altri servizi che costano cifre importanti.

Le statistiche elaborate dimostrano che la presenza degli over 55 nelle prigioni Usa non è dovuta ad un esplosione di crimini compiuti da persone in età avanzata ma al fatto che negli anni ’80 e ’90 le corti di giustizia americane hanno emesso condanne molto severe e spesso non per reati violenti o legati alla droga.

Qualche stato, accortosi della gravità del problema ha cercato delle alternative. In Louisiana per esempio nel 2011 è stata approvata una legge che rende più facile per gli over 60 avere accesso alla libertà sulla parola.

Infine i numeri evidenziano ancora due cose: la percentuale di reati commessi dagli “elder” dopo il rilascio dalla prigione è molto bassa, mentre alcuni di loro tornano in prigione per violazioni delle leggi sulla libertà sulla parola.


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