Grecia: arrivano gli euro ma chi li vuole?
Di Redazione • 10 mag, 2012 • Categoria: MondoLa Grecia è nel caos: il voto di domenica ha peggiorato la situazione all'interno del parlamento e nonostante i tentativi di formare un governo è facile che si torni alle urne a giugno. Con la minaccia-promessa di uscire dalla zona euro
Oggi in Grecia arriva una parte del prestito accordato dal Fondo salva stati dell’UE di 4,2 miliardi di euro. Quel che rimane del prestito, circa un miliardo di euro, per ora sarà conservata nelle casse del Fondo ed eventualmente inviata ad Atene in caso di bisogno ma il problema adesso è cercare di capire qualcosa nel caos politico che agita il paese.
Fallita ieri l’ennesima consultazione, anche il nuovo premier incaricato, il leader della sinistra radicale, Alexis Tsipras, ha rinunciato al tentativo di formare un governo. Il suo fallimento, legato all’impossibilità di trovare alleati in Parlamento su un programma per molti versi “anti-Ue”, segue quello del capo di Nea Dimokratia (Conservatori), Antonis Samaras. Ora secondo le leggi elleniche, tocca al leader del terzo partito uscito dalle elezioni di domenica, Evangelos Venizelos, a capo dei sociaslisti del Pasok.
Venizelos ha annunciato che ci proverà nel rispetto della costituzione, ma già da domenica sera era chiaro che con la frammentazione dei seggi nel parlamento di Atene sarebbe stato impossibile formare un governo anche, una grande coalizione visti i paletti che ogni formazione ha piantato. E visto che l’aria che si respira sempre di più nel paese è quella della volontà di uscire dall’Eurozona.
Fino ad ora era una ipotesi sbandierata da alcuni leader politici usciti rafforzati dal voto sulla base di proposte e proteste anti-rigore. Oggi comincia ad essere un’ipotesi “caldeggiata” in qualche modo da politici e dirigenti dell’Unione.
“Se la Grecia decide di uscire dall’euro, non possiamo costringerla a restare”, ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. “Saranno loro – dice Schaeuble – a decidere se restare o no. Quello che è certo, è che la Grecia deve rispettare gli impegni presi con i creditori e realizzare le riforme promesse se intende rimanere nell’Eurozona”.
Quasi le stesse parole usate dal ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle: “Trovo molto preoccupante quello che ho dovuto sentire nelle ultime ore da alcuni politici in Grecia”, in merito a quanto dichiarato da Alexis Tsipras, che voleva nulli gli accordi sui prestiti dell’Ue e dell’Fmi ad Atene.
Tsipras aveva scritto al presidente dell’Ue, Josè Manuel Barroso, ed ai vertici del Consiglio eiuropeo e della Bce, affermando che i termini dell’accordo di salvataggio internazionale della Grecia non possono essere più applicati dopo che gli elettori hanno rifiutato le misure di austerity accettate dal governo uscente. Per spiegare le sue idee aveva chiesto un incontro a François Hollande e Angela Merkel, ricevendo due formali rifiuti. “Il cancelliere tedesco incontra soltanto capi di Stato e di governo”, è stata la secca risposta di un portavoce della Merkel. Da parte sua, un funzionario della presidenza francese ha affermato che il protocollo dell’Eliseo non consente incontri fra il capo dello Stato e leader di partiti politici.



