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Facciamo un pupazzo di neve. Un video e le istruzioni “scientifiche”

Di maria • 09 feb, 2012 • Categoria: Blogeko

Poche storie: ci vuole un certo know-how. E ho trovato un bel video e un link che insegnano a costruire scientificamente un pupazzo di neve. Adesso vi spiego, ma lasciatemi dire che per me la neve, come quella di questi … Continua a leggere



Poche storie: ci vuole un certo know-how. E ho trovato un bel video e un link che insegnano a costruire scientificamente un pupazzo di neve.

Adesso vi spiego, ma lasciatemi dire che per me la neve, come quella di questi giorni, è sempre una gioia. Oh, non fucilatemi, conosco benissimo anche le controindicazioni: strade e trasporti bloccati (anche perchè qualche imbecille che si mette in auto con le gomme lisce c’è sempre, e ha il superpotere di paralizzare un’intera città), persone anziane che faticano moltissimo ad uscire di casa, nei giorni scorsi addirittura il 90% dei Comuni abruzzesi isolati.

Però la neve coprie le brutture del mondo. Ovatta i rumori insensati. Impone la consapevolezza che, anche se apparteniamo alla specie dell’Homo sedicente sapiens, viviamo dentro la natura, e quindi dobbiamo assecondarla: non forzarla.

E allora, sì: l’età non conta, facciamo un pupazzo di neve. E siccome certe abilità tradizionali si sono perse, le istruzioni sono in un video su Youtube.

la neve ideale è quella che cade ad una temperatura attorno agli 0 °C, non bagnata e non troppo farinosa: deve essercene per terra uno strato di almeno 5 centimetri, e in quasi tutt’Italia – fatto raro – adesso ci sono.

Ammassare la neve con la pala e-o con le mani protette da guanti guanti (impermeabili, mi raccomando! Se sono di lana dopo un po’ si palesa il disastro), formare tre palle di divrse dimensioni – testa, torace e gambe – o anche solo due.

Collocarle l’una sopra l’altra. La stabilità più essere assicurata da un “rinforzo” di neve o conficcando un lungo bastone all’interno del pupazzo. Volendo, è possibile usare dei rami per dotare il pupazzo di braccia, o semplicemente accostargli una scopa.

Gli occhi, il naso e la bocca si fanno con due bottoni, una carota e una patata: o con quello che la fantasia suggerisce. Un vecchio cappello, di solito, completa l’opera.

Su Il Cambiamento – Luca Lombroso pupazzi di neve: istruzioni per l’uso

La foto è di Vogliaditerra

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