Ecco perchè è crollato il Pil della Sardegna
Di Simone Ricci • 03 mag, 2012 • Categoria: EconomiaL'ultimo rapporto di Unioncamere ha messo in luce il crollo del Pil sardo: solo le esportazioni si sono salvate, diversamente da consumi e investimenti
La Sardegna è come la libertà stessa: questa dichiarazione d’amore è stata pronunciata nientemeno che dal celebre scrittore David Herbert Lawrence. Dov’è finita la libertà sarda al giorno d’oggi? La domanda sorge spontanea dopo aver analizzato i dati diffusi dall’ultimo rapporto di Unioncamere, l’associazione che riunisce le camere di commercio del nostro paese.
In effetti, secondo questi numeri, la Sardegna si trova agli ultimi posti della speciale classifica delle regioni italiane per quel che concerne il prodotto interno lordo. C’è anche chi sta peggio, come il Molise, l’Abruzzo e la Basilicata (calo del Pil pari al 2%), ma la contrazione dell’isola non è molto lontana da questa percentuale (-1,9% per la precisione), vale a dire un valore peggiore rispetto a quello medio dell’intero Mezzogiorno.
I principali responsabili di questo risultato sono senza dubbio i consumi, gli investimenti e l’occupazione della regione, visto che tutte queste voci hanno fatto registrare dei cali piuttosto evidenti; l’unica consolazione è giunta invece dalle esportazioni, con un 2% che fa ben sperare. D’altronde, un simile crollo del Pil non era certo inimmaginabile; in effetti, sono anni che la r. egione affronta una situazione economica a dir poco instabile, con la crisi finanziaria internazionale che ha ulteriormente peggiorato il quadro.
In particolare, il settore turistico non riesce a uscire dal pantano della stagnazione e la lotta quotidiana delle pmi contro la recessione è diventata sempre più complicata. Il fatto che l’agroalimentare e la pastorizia siano i picchi di questo crollo la dice lunga, dato che si tratta dei comparti per eccellenza dell’economia sarda. Il Movimento dei Pastori Sardi ha però anche proposto delle soluzioni interessanti per l’agricoltura, anche se molti di essi si sono indebitati a causa delle trappole finanziarie. Basterà un solo settore a trainare l’intero sviluppo economico?



