I consumatori chiedono le dimissioni di Alemanno
Di simone ricci • 05 feb, 2012 • Categoria: Consumi
Federconsumatori e Adusbef, le due associazioni dei consumatori che sono solite condurre insieme le loro “battaglie”, non hanno usato molti giri di parole per commentare la situazione di questi ultimi giorni a Roma: la lettera dei due presidenti, Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, chiede espressamente le dimissioni del sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, reo di aver gestito nel peggiore dei modi l’emergenza neve.
Al primo cittadino vengono imputate accuse molto gravi: in particolare, Alemanno è stato definito come “arrogante” e capace solamente di giocare allo scaricabarile con la protezione civile, addossando tutte le responsabilità al prefetto Franco Gabrielli. In realtà, secondo le associazioni, le responsabilità sono equamente distribuite e il sindaco è ovviamente coinvolto, in quanto non può essere ritenuto estraneo ai danni subiti dai romani e dagli utenti che si trovavano nella Città Eterna.
La colpa è stata in larga misura dell’improvvisazione: la fotografia di una città allo sbando presenta in primo piano l’assenza ingiustificata di mezzi di trasporto per spostarsi in città, la carenza degli spargisale, le autovetture abbandonate a loro stesse senza alcun piano di prevenzione e il mancato coordinamento tra il comune e la prefettura. Insomma, i danni inferti a cittadini e famiglie sono stati molto gravi e per questo motivo si impongono dei risarcimenti.
Le altre situazioni imbarazzanti e non degne di una capitale europea sono presto dette: dei tassisti, subito pronti a scendere in piazza nei giorni scorsi per difendere i loro privilegi, neanche l’ombra, il Grande Raccordo Anulare trasformato in una prigione di asfalto e ghiaccio per molti automobilisti, la soppressione di molti arrivi e partenze alle stazioni ferroviarie. La figuraccia è stata sotto gli occhi di tutti, motivo per cui i consumatori sono piuttosto arrabbiati: fortuna che nevicate di questo tipo si vedano a Roma soltanto ogni trent’anni.



