Chi è Davide Boni
Di lucandrea massaro • 17 apr, 2012 • Categoria: PoliticaIndagato per tangenti, in ossequio al nuovo corso maroniano della pulizia, Boni lascia la carica di presidente del Consiglio regionale lombardo. Resta comunque consigliere.
Il consigliere regionale della Lombardia, Davide Boni, ha lasciato la presidenza del Consiglio regionale, al Pirellone. Si è dimesso dicendo: “faccio un passo indietro come Bossi”. Soddisfazione dal triumvirato leghista che al momento regge il partito, particolarmente da Roberto Maroni: “Davide Boni si è dimesso, è un gesto apprezzabile, sottolinea questo nuovo corso che la Lega ha preso”.
Boni in una nota spiega che non ha ricevuto pressioni dalla Lega: “Il triumvirato, sia in precedenza, sia in occasione della riunione con i Consiglieri regionali, durante la quale sono state discusse le dimissioni di Monica Rizzi, non ha mai chiesto le mie dimissioni, rinnovandomi la fiducia”. Il leghista prosegue scrivendo: “Peraltro fin da subito la Segreteria politica federale, alla quale ho dato le mie spiegazioni, mi ha concesso fiducia incondizionata, confermandola nel tempo. In funzione di quanto ha fatto il mio Segretario federale, Umberto Bossi, che ha fatto un passo indietro per agevolare una serena condizione politica per il movimento, faccio anch’io un passo indietro, precisando che nessuno me l’ha mai chiesto, in totale autonomia, quindi, ed in assenza di qualsivoglia nuovo elemento riguardante le indagini che mi hanno mio malgrado coinvolto. Dopo 22 anni di militanza non posso e non voglio però fare altro, ancora una volta, che seguire l’esempio del mio Segretario federale, Umberto Bossi, al quale già rimisi il mandato un mese fa. Se fa un passo indietro lui, diviene un imperativo morale per me seguirlo”.
Quanto sia vera questa assenza di pressioni non è dato sapere, di certo sono gesti in linea col nuovo corso impresso da Maroni al movimento.
Ma chi è Davide Boni? Un ex militante dell’MSI, passato alla Lega all’inizio degli anni ’90, quando fu eletto (1993) al consiglio provinciale di Mantova. Appartiene – in continuità con il suo passato missino – alla corrente della Lega più vicina a Borghezio, noto per le sue simpatie verso l’estrema destra. Il 6 marzo scorso è stato iscritto nel registro degli indagati presso la procura di Milano, per una questione di presunte tangenti legate ad alcuni appalti. Le tangenti avrebbero fruttato alla Lega circa 1 milione di euro.



