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Bye bye giornali di carta?

Di lucandrea massaro • 13 ago, 2012 • Categoria: Cultura

Come sarà il mondo dell'informazione domani? E soprattutto riuscirà a sopravvivere un settore da tempo in difficoltà, ma che non riesce a rinnovare se stesso e il proprio modello culturale?



E’ una crisi passeggera oppure è un cambio definitivo nel modo di fruire delle informazioni? La carta sta subendo un tracollo di vendite, mentre l’online – pur tra mille difficoltà, specie in Italia – continua a crescere in utenza e numero di pagine visitate. Il problema è la pubblicità o la ricerca, complicata, di un mix tra pubblicità e abbonamenti per tablet e computer delle più blasonate testate mondiali e nazionali. Perfino il Guardian, il miglior quotidiano generalista del mondo è in difficoltà e non riesce a trovare una formula che lo sostenga economicamente. Che si fa? Il problema è “industriale” (la ricerca di una soluzione, le innovazioni) e culturale: giornalisti che non vogliono scrivere per il web perché “squalificante”, fette di lettori che sono affezionate al rito dell’edicola e del frusciar di pagine. Ma la domanda è una: è pensabile una alternativa al formato elettronico?

La diffusione media giornaliera dei quotidiani a pagamento è scesa sotto i 4,5 milioni di copie giornaliere; in soli cinque anni, tra il 2006 e il 2011, si è perso più di un milione di copie giornaliere di diffusione, e il fenomeno della free press, che ha rappresentato per anni un’interessante opportunità di diversificazione permettendo di raggiungere nuovi lettori, appare in pesante ripiegamento, con chiusure di testate, accorpamenti di edizioni, tagli alle tirature e alle foliazioni. La pubblicità nel 2011 è calata del 5,5 per cento per i quotidiani a pagamento, e addirittura del 22,4 per i gratuiti, a fronte di un mercato complessivo che ha perso il 3,8 per cento. La quota di mercato dei quotidiani è passata dal 16,2 al 15,6 per cento”. Così si leggeva appena due mesi fa nel Rapporto della Associazione stampatori italiani di giornali sull’industria dei quotidiani in Italia. I dati si riferiscono all’anno scorso, ma nel primo semestre di quest’anno le cose, se possibile, vanno peggio: per dirne una, rispetto al 2011 la pubblicità su carta stampata registra un -13,7 per cento.

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Published by Communicagroup