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Agcom: niente norme sul copyright in rete

Di Redazione • 02 mag, 2012 • Categoria: Internet

Salta la delibera dell'Agcom sulla regolamentazione del copyright in rete ed è polemica



Nella relazione di fine mandato, presentata oggi in Senato, il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), Corrado Calabrò, ha affermato, tra le altre cose, che l’Autorità non delibererà sulle norme in difesa del diritto d’autore in internet fino a quando il Governo non le farà sue con un provvedimento.

Il regolamento era stato accolto con una levata di scudi da parte degli utenti di internet preoccupati che potesse in qualche modo limitare la libertà di espressione e informazione online.

[L’Agcom e il controllo su Internet]

Il presidente Calabrò ha quindi più volte ribadito che il regolamento, messo a punto dall’Agcom, dovrebbe essere adottato con un provvedimento del Governo. Cosa che fino ad oggi non è avvenuta. Così scrive Calabrò nella relazione finale riguardo la questione

L’intesa era però che il Governo avrebbe adottato una norma di interpretazione autentica che rendesse leggibili per tutti le norme primarie che inquadrano la nostra competenza. E’ vero che una tale norma non è indispensabile, ma sarebbe certamente utile in una materia, qual’è quella in questione, nella quale, per la sua sensibilità, è auspicabile la massima chiarezza. Finché il Governo non adotterà questa norma, noi – almeno in questa Consiliatura – non ci sentiremo tenuti alla deliberazione del regolamento, pur così equilibrato, che abbiamo predisposto e messo a punto con ampia consultazione.

Immediate le critiche avanzate da Confindustria Cultura Italia, il cui presidente Marco Polillo, ha detto:”Questo e’ un giorno triste in Italia per il diritto d’autore, perche’ a causa dell’inerzia dell’AGCOM si e’ allargato lo ‘spread’ tra legalita’ e pirateria su internet” – E ancora – “L’incomprensibile dietrofront del presidente Calabro’ rispetto agli impegni pubblici da lui stesso presi in Senato e poi alla Camera lascia sgomenti. Non avremmo mai creduto che un uomo delle istituzioni si lasciasse influenzare da cattivi consiglieri e dagli estremisti della rete, che pretendono un web anarchico dove e’ possibile calpestare ogni forma di diritto. Per due anni l’AGCOM ha lavorato ad un provvedimento che rendesse efficace il contrasto alle piattaforme pirata che stanno distruggendo l’industria della cultura italiana: malgrado l’enorme lavoro e l’ampio consenso questa Autorita’ ha preferito non decidere dandola vinta a chi si arricchisce illegalmente con il nostro lavoro. Il risultato e’ sotto gli occhi di tutti: e’ stato affossato un provvedimento che aveva incassato l’assenso della Commissione UE, del Parlamento, del Governo in carica. Non lo diciamo solo noi: il report 301 del Governo USA conferma il nostro Paese nella watch list degli stati a piu’ alto tasso di pirateria e contraffazione, puntando il dito sull’incapacita’ di adottare un regolamento tecnico per contrastare piu’ efficacemente le violazioni della proprieta’ intellettuale sulle reti digitali”.


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