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Una storia di doping e falsi incidenti

Di eduardo lubrano • 12 mag, 2011 • Categoria: Sport


Pur dibattendosi in una crisi economica senza precedenti, la Grecia ha trovato nella sua magistratura il coraggio di emettere una esemplare sentenza nei confronti di due atleti. Kostas Kenteris ed Ekaterini Thanou sono due ex velocisti greci di atletica leggera che alla vigilia delle Olimpiadi di Atene del 2004 erano attesi ed accreditati di medaglie importanti nelle specialità dei 100 e 200 metri: lui a Sidney, nel 2000, fu addirittura campione olimpico nei 200, lei medaglia d’argento nei 100.

Chiamati ad un controllo antidoping a sorpresa prima dei Giochi ateniesi, per la verità erano molto “chiacchierati” da diverso tempo, ebbero un incidente di moto che impedì loro di presentarsi al controllo. Fu diffusa la notizia di un ricovero in un ospedale della capitale ellenica ma alla polizia quell’incidente non risultò mai avvenuto.

Fatto sta che dopo sette anni la giustizia greca ha stabilito che i due inscenarono la storiella dell’incidente proprio per evitare l’antidoping ed evitare probabilmente, di essere sopresi con le mani nel sacco delle sostanze proibite.

Una bruttissima pagina nella storia dei Giochi, che adesso ha trovato una prima importante soluzione : la condanna è per entrambi a due anni e 7 mesi di carcere. Con la condizionale. Più altre condanne per i medici, l’allenatore di Kenteris ed i falsi testimoni dell’incidente. E naturalmente ci sarà il ricorso in appello, visto che i due ex atleti hanno sempre dichiarato la loro innocenza e la loro estraneità ai fatti.

Certo è che da quel momento nessuno li ha più visti correre e vincere come in quell’estate australiana di 11 anni fa e magari ad essere sospettosi si fa peccato ma talora si ha ragione come diceva un vecchio politico italiano. Ed allora ? Viva il giudice Dimitris Lefkos che ha letto il verdetto, anche se per chi scrive, che forse sul doping ha una posizione un po’ rigorosa, 31 mesi sono ancora pochi. Ma è un inizio importante.


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