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Un pasticcio italiano: chiude un asilo

Di eduardo lubrano • 15 set, 2011 • Categoria: Italia


“Più che di uno scandalo io parlerei di una situazione di emergenza che nessuno di noi poteva prevedere in quei momenti. Ad immaginare prima quello che sarebbe successo, avrei detto no a quei donatori che si sono offerti di finanziare la costruzione del nostro asilo”. La riflessione è di Pierluigi Biondi, sindaco di Villa Sant’Angelo, provincia de L’Aquila, uno dei paesi pù devastati dal terremoto dell’aprile del 2009. Diciassette morti su una popolazione di appena 400 abitanti, ma anche uno dei paesi più belli della zona dell’aquilano, vicino alle grotte di Stiffe, verso Sulmona. Nel maggio del 2009 un gruppo di donatori ha tempestato il sindaco Biondi di offerte per costruire un asilo nido per i bambini del territorio. “In quel momento – precisa Biondi a Il Journal – la sede originaria del plesso scolastico era a Fossa ma non c’era una struttura fisicamente pronta, così alla fine dopo aver sentito il parere delle autorità scolastiche diedi il via libera alla costruzione dell’asilo nel nostro territorio, dove avevano espropriato dei terreni”. Duecentocinquanta metri di asilo modello, costruito secondo i più moderni criteri dell’architettura scolastica, biocompatibile, con alimentazione a pannelli solari, anti sismico ovviamente, in grado di ospitare circa 40 bimbi. In 80 giorni è stato costruito l’asilo “Nino Prosperi”, costato 400 mila euro.
L’asilo fu inaugurato nel settembre del 2009 con il Presidente della Camera Gianfranco Fini e Nancy Pelosi, speaker della Camera dei Deputati USA (di origini abruzzesi) e per un anno e mezzo è stato perfettamente operativo.

“Nel frattempo è stato deciso di ripristinare la sede originaria di Fossa che ha un complesso scolastico completo, dall’asilo alla scuola superiore e quindi i bambini sono stati trasferiti lì. Ma noi l’asilo in questa estate – dice Pierluigi Biondi – lo abbiamo tenuto aperto e mantenuto in perfetto stato. Abbiamo organizzato una specie di campo estivo per i bambini ed i ragazzi del nostro territorio che non avevano possibilità di fare vacanze, organizzando attività di studio ma anche e soprattutto di svago e divertimento, dalle 9 alle 17 di tutti i giorni.Poi c’è anche un piccolo centro civico comunale perchè la sede del nostro Comune è ancora dentro un container. Insomma nei limiti delle possibilità di utilizzo previste dalle legge, abbiamo cercato di mantenerlo vivo. Purtroppo nessuno ci aveva consegnato il manuale del perfetto terremotato, e c’è stata un pò di confusione, forse anche qualche errore”.

Ed ora con l’autunno e l’inverno cosa pensate di fare?
“Ci sono state molte richieste di utilizzo della struttura, per esempio da parte del Comando Forestale, ma i donatori hanno preferito dire di no perché vorrebbero che l’asilo continuasse ad avere la sua funzione originaria. Per il momento abbiamo continuato ad organizzare degli spazi per i ragazzi che vivono nei contanier o nelle case provvisorie e che quindi non hanno grandi spazi per studiare in modo che possano andare lì a fare i loro compiti. Poi ho ricevuto un offerta da parte di un gruppo di insegnanti che vorrebbero farne un asilo nido privato. Lo hanno visitato, lo hanno trovato in condizioni ottimali ed hanno avviato tutte le pratiche burocratiche necessarie oltre ad una piccola indagine per conoscere il numero di bambini che potrebbero frequentarlo. Speriamo bene”.


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