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Thailandia: il peggio deve ancora arrivare

Di teresa manuzzi • 28 ott, 2011 • Categoria: Mondo


Un’espressione catalana dice “quando c’è un’inondazione la prima cosa che manca è l’acqua potabile” sembra paradossale ma è esattamente quello che sta accadendo nelle Cinque Terre e in Thailandia.

Sul sito di Radio Vaticana Salvatore Sabatino e Stefano Vecchia dipingono una situazione al limite della normalità nelle regioni tailandesi allagate ormai da settimane:

“L’acqua in bottiglia è ormai introvabile e gli ospedali sono pieni: anche dal punto di vista sanitario la situazione rischia di precipitare”.

“Ci sono molti casi di malattie e patologie legate all’acqua, chiaramente all’acqua inquinata: la gente, ormai da giorni e in alcune zone da settimane, vive a contatto con l’acqua. Si teme soprattutto per i bambini: sono centinaia di migliaia quelli solo nell’area periferica interessata già dalle alluvioni. Le autorità hanno lanciato l’allarme per l’acqua potabile, perché l’acqua potabile nelle riserve cittadine è al minimo storico e in alcune zone è già in parte infiltrata da elementi inquinanti. Questo rischia di diventare veramente un’emergenza, se la situazione dovesse perdurare.”

Intanto il livello del fiume Chao Phraya continuava a crescere, in queste ore ha raggiunto i due metri e 47 centimetri. I quartieri a nord di Bangkok sono ormai sott’acqua e pian piano l’acqua dal nord scivola a sud, raggiunge il cuore della politica e dell’economia Thailandese: chi si trova nelle strade vicine al Grande palazzo Reale e nell’area di Tomburi è immerso sino alla cintola.

Il peggio deve ancora arrivare
Le brutte notizie però non sono finite, il capo delle operazioni di soccorso ha allertato i cittadini: “Il livello dell’acqua continuerà a salire”. Domani, sabato, si teme il peggio, c’è pericolo che i canali di scolo non riescano a reggere la portata e costringano il fiume ad esondare nel centro della capitale.

Sono migliaia i cittadini che hanno deciso di abbandonare le loro case e stanno cercando di lasciare la città, cercano riparo lontano da Bangkok approfittando dei 5 giorni di ferie forzate che il governo ha imposto.

Gli aiuti internazionali
L’UNICEF e gli Stati Uniti hanno già inviato in Thailandia i primi aiuti. Oltre ai 300.000 dollari garantiti in soccorsi dall’ente delle Nazioni Unite, gli USA hanno inviato pompe idrauliche e depuratori per cercare di tamponare il propagarsi delle malattie infettive legate all’ingerimento dell’acqua sporca.

Ecco dei bellissimi e dolorosi scatti della situazione thailandese


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