Le strane commissioni di Ryanair
Di simone ricci • 07 dic, 2011 • Categoria: Consumi
Chiunque abbia prenotato un volo con Ryanair negli ultimi tempi si sarà accorto che l’appellativo di “low cost” sta letteralmente volando via dalla compagnia irlandese: l’ultima proposta del vettore riguarda infatti una specifica carta di credito, una prepagata che dovrebbe risultare utile per l’acquisto online dei biglietti senza alcun pagamento di commissione. Fermiamoci un momento: di quali commissioni si tratta? Ebbene sì, anche la tanto decantata Ryanair le sta pensando tutte pur di far cassa e ormai le prenotazioni risultano gonfiate di una commissione amministrativa di ben sei euro a tratta senza che si possa far niente per eliminarla. In effetti non la si può assolutamente evitare se si utilizzano le classe carte di pagamento, perfino la PostePay, la quale fa parte del circuito Visa Electron. Soltanto questa prepagata a cui si faceva riferimento in precedenza, la Ryanair Cash Passport, può scongiurare le commissioni senza alcuna penalizzazione. Il comportamento è quantomeno ambiguo e sospetto, fortuna che Altroconsumo ha deciso di indagare e di coinvolgere la Banca d’Italia e l’Antitrust per far presente la situazione. Le violazioni sarebbero chiare ed evidenti, in particolare quelle relative agli articoli 3 e 4 del Decreto legislativo 11 del 2010 (“Servizi di pagamento nel mercato interno”), nello specifico quelli che contemplano le spese applicabili e la deroga per gli strumenti di pagamento di basso valore e di moneta elettronica. Come prevede la legge, chi beneficia di una somma di denaro, può decidere di ridurre il prezzo di vendita del servizio nel caso in cui il cliente sfrutti un determinato strumento (appunto la carta di credito), mentre le spese aggiuntive non sono previste nemmeno per chi ne utilizza uno diverso. L’atteggiamento di Ryanair sarebbe tollerabile soltanto con il beneplacito di Bankitalia, ma per il momento non esiste alcun tipo di autorizzazione in tal senso. Inoltre, questa prepagata si presenta in maniera piuttosto onerosa: sono necessari ben tre euro per la ricarica, il canone di emissione è di dieci euro e la stessa ricarica può avvenire solamente online. Lo strumento è stato progettato nel dettaglio da Mastercard: cosa ci stanno nascondendo? Possibile che quando si decide di far cassa ci debbano rimettere sempre i consumatori?




se l’ha messa avranno visto tutti i cavilli….peccato però….limiterò i miei voli allora….anche se rimane la compagnia con costi più bassi!
Non ci sono riusciti con 1 euro per fare pipi, e adesso grazie alla banca d’italia che non interviene 6 euro di commissione, rinunciamo e facciamoli viaggiare vuoti.