Srebrenica, la storia e le foto
Di Redazione • 27 mag, 2011 • Categoria: Mondo
Il massacro di Srebrenica è senza dubbio la peggiore atrocità commessa in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma è anche, come ha scritto Guido Rampoldi su Repubblica, “la figura più miserabile in cui fosse mai incappata” l’Onu.
La città di Srebrenica, oggi parte della Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina, dal 1993 era sotto tutela della Nazioni Unite. Tre compagnie di Caschi Blu olandesi dovevano proteggerla durante la guerra di Jugoslavia.
Il 9 luglio del 1995 le truppe serbo-bosniache guidate da Ratko Mladic attaccarono Srebrenica. L’11 luglio riuscirono a entrare in città. Gli uomini tra i 14 e i 65 anni furono separati dalle donne, dai bambini e dagli anziani. I soldati rassicuravano la popolazione raccontando che si trattava di normali operazioni per favorire lo sfollamento e che non sarebbe stato fatto loro del male. In realtà giustiziarono brutalmente tra le 8.000 e le 10.000 persone senza che i Caschi Blu dell’Onu opponessero alcuna resistenza. Il massacro si compì sotto i loro occhi senza che arrivasse l’ordine di intervenire. La versione ufficiale è che non erano adeguatamente armati per far fronte agli uomini di Mladic. In seguito al mancato intervento in Olanda si dimise l’intero Governo. Sul perché l’Onu non intervenne ci sono diverse tesi ben sintetizzate da Guido Rampoldi
Secondo una tesi, la città e i suoi abitanti erano la moneta con la quale il comando Onu aveva comprato la liberazione dei caschi blu sequestrati dai serbi due mesi prima. Inoltre è probabile che i governi europei vedessero con favore la caduta dell’enclave, l’unica “isola” musulmana in quella parte di Bosnia, nel calcolo che poi sarebbe stato più semplice arrivare ad una spartizione territoriale, come in effetti avvenne
In questa galleria alcune immagini realtive alla stage di Srebrenica e del principale responsabile Ratko Mladic


















