Quanto sono neutrali i motori di ricerca?
Di manuel de santis • 24 gen, 2011 • Categoria: Internet
Ogni giorno centinaia di milioni di persone inseriscono nei motori di ricerca delle parole per cercare ad esempio un blog, un film, una canzone, una notizia, insomma qualsiasi cosa. Scrollando le pagine dei risultati trovano solitamente in ordine i siti più famosi, e che quindi ritengono più attendibili, attraverso i quali possono reperire l’informazione che stavano cercando. I motori di ricerca funzionano così, l’utente inserisce un termine ed il Google o lo Yahoo! di turno riporta per bene e in ordine tutti i risultati dell’indagine che gli abbiamo chiesto di eseguire. Peccato soltanto che i risultati prodotti dalle ricerche non siano neutrali e forse i siti che ci vengono proposti in prima pagina potrebbero non essere i migliori su cui reperire l’informazione che stiamo cercando. Prendiamo ad esempio il caso di Google. Il colosso della Silicon Valley utilizza un suo personalissimo, e segretissimo, algoritmo per stabilire quale sito è importante e quale no, oppure il blog più attendibile. Con questo metodo Big G crea le sue pagine, piazzando ai primi posti presumibilmente i siti con più pagine viste ma, se la parola ricercata potrebbe condurre ad un servizio che offre lo stesso Google, state pur certi che il primo risultato della ricerca sarà quello offerto dal provider sul quale state effettuando la ricerca. Secondo James Grimmelmann, un giurista della New York Law School, la neutralità della ricerca web è una chimera irrealizzabile, e che anche se fosse realizzata, potrebbe rivelarsi persino dannosa per l’utente. Grimmelman afferma che un motore di ricerca per essere neutrale dovrebbe primariamente considerare i siti tutti uguali, fornire risultati corretti, scovare e filtrare tutte le notizie false, mantenere nelle pagine dei risultati anche quei siti che ricevono aggiornamenti altalenanti, basare i risultati delle ricerche solamente sul contenuto, non privilegiare i propri servizi e illustrare pubblicamente gli algoritmi impiegati per le ricerche.
Se il folto elenco di regole che un ipotetico motore di ricerca dovrebbe seguire oltre a essere inapplicabili, metterebbero in pericolo gli utenti che potrebbero venire manipolati da ciò che la search neutrality dovrebbe proteggerli. I motori di ricerca in sostanza sono mediatori necessari che impediscono che il web finisca sotto il controllo del più ricco.



