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Battisti: quando non c’è limite al pudore

Di eduardo lubrano • 19 dic, 2011 • Categoria: Italia


“Anni fa Francesco Cossiga disse che la guerra era finita e quando questo accade i prigionieri possono tornare a casa”. Lo ha detto Cesare Battisti, ex militante dei Proletari armati per il comunismo condannato in Italia per quattro omicidi, oggi libero in Brasile.

Battisti è tornato a parlare in occasione della presentazione, nella città di Fortaleza in Brasile, del suo libro sul periodo trascorso in prigione in Brasilia, occasione nella quale ha ribadito la richiesta di un’amnistia all’Italia, facendo «un appello al popolo e ai politici italiani in buona fede, affinchè sia posta una pietra sul passato». La presentazione del volume “Ai piedi del muro” è avvenuta nella sede di un sindacato di docenti a Fortaleza (nordest), la città da dove Battisti è entrato nel paese nel 2004.  ”Ci vuole coraggio ed  un’amnistia”, ha aggiunto l’ex terrorista, ricordando che “altri paesi, tra i quali la Francia, lo hanno fatto”. Il libro – ha precisato – è centrato sulle “storie personali dei prigionieri incontrati nel carcere di Brasilia dove sono stato prima della prigione di Papuda”, e affronta anche “altre vicende avvenute tra Rio de Janeiro e Brasilia, delle quali sono in parte stato protagonista”.

Battisti ha poi ricordato di aver ricevuto i suoi familiari sia a Rio sia nella località della costa paulista dove è vissuto in questi mesi: “Sono stato con le mie figlie… siamo una famiglia molto italiana. Nel quartiere dove abito a Rio – ha concluso – sono diventato amico di tanta gente, tra l’altro del direttore della scuola di samba “Bola Preta”, anche se chiaramente nel quartiere c’è chi non mi è amico, ma non si sono pronunciati”. Battisti ha infine sottolineato il “coraggio” dell’ex presidente Lula, che un anno fa diede via libera alla sua permanenza in Brasile, e dell’ex ministro della giustizia, Tarso Genro. Circa una biografia uscita in Brasile su Dilma Rousseff, nella quale si racconta del periodo da guerrigliera della presidente, Battisti ha ricordato che entrambi hanno partecipato alla lotta armata: “Ma c’è un’enorme differenza, qui – ha concluso – hanno vinto”.

Ma se è vero che c’è stata una guerra, anche in questa di cui parla Battisti, ci sono stati crimini, e tutti i responsabili hanno pagato o stanno pagando. Il pudore imporrebbe il silenzio, anche per rispetto dei familiari delle vittime.


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