Pubbliche virtù e vizi privati
Di Redazione • 02 dic, 2011 • Categoria: Italia
E’ stato pubblicato oggi, il 45° Rapporto del Censis sull’Italia, un lavoro che ogni anno fotografa la situazione reale del Paese, da diverse angolazioni. Quest’anno tra le cose più significative registrare dal Censis, c’è quella di un diverso approccio al concetto di “onestà” che hanno alcuni nostri concittadini.
Alla classe dirigente la maggioranza degli italiani (59%) chiede “specchiata onestà sia in pubblico che in privato”, preparazione (43%), “saggezza e consapevolezza (42,5%). Ma gli italiani sono pronti anche a prendere sulle proprie spalle la responsabilità di cambiare il Paese: il 57,3% si dichiara disponibile a sacrificare in tutto o in parte il proprio tornaconto personale per l’interesse generale (però poi il 46% restringe la propria disponibilità ai soli casi eccezionali). L’81% condanna duramente l’evasione fiscale: il 43% la reputa moralmente inaccettabile, il 38% pensa che chi non paga le tasse arreca un danno ai cittadini onesti. Parola d’ordine dunque onestà. Eppure…
Un quarto degli italiani non disdegna il mercato del falso, ma anzi dimostra di apprezzare la possibilità di acquistare prodotti di abbigliamento e oggetti sulle bancarelle. Lo evidenzia il rapporto del Censis, secondo il quale il 16% dei nostri connazionali non condanna l’acquisto di prodotti falsi, ritenendo anzi che «sia un diritto del consumatore poter scegliere cosa comprare e anche (per un altro 9%) acquistare e possedere prodotti ‘di marcà a costi contenuti. Nel nostro Paese, informa la fotografia scattata dal Censis, »la domanda di prodotti falsi si mantiene significativamente elevata nel tempo«, anche se prevale chi ritiene che comprare oggetti falsi sia un reato (40%) o una fregatura (35%).
Ma un elemento importante che spinge il consumatore a preferire il contraffatto all’originale sono le modalità piuttosto semplici per fare l’acquisto, visto che nel 65,2% si effettua sulle bancarelle, ma anche in spiaggia (16,8%) o nei negozi (15,3%).
Negli ultimi 3 anni sono stati più di 56 mila i sequestri effettuati dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane. Quasi 175 milioni di pezzi, di cui il 57,6% ha riguardato accessori e capi d’abbigliamento; per la parte restante svettano calzature (14,5% del totale, con 11 milioni pezzi sequestrati), occhiali (6,2% e 2,5 milioni di prodotti), orologi e gioielli (5,9%) e apparecchiature elettriche (4,2%). I sequestri di giochi e giocattoli hanno riguardato solo l’1,7% del totale, per un numero però molto elevato di pezzi, circa 23 milioni; allo stesso modo dei cosmetici e profumi, oggetto di appena lo 0,3% dei sequestri che però hanno portato al ritiro di oltre 5 milioni di prodotti.



