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Perché l’FBI non si fidava di Scotland Yard

Di Agostino Loffredi • 14 lug, 2011 • Categoria: Mondo


Lo scandalo delle intercettazioni illegali, che ha portato alla chiusura dello storico e più seguito tabloid britannico, News of the World, sta rischiando di espandersi come una metastasi anche al resto dell’impero mediatico del magnante Rupert Murdoch e allo stesso tempo minaccia di danneggiare politicamente il premier britannico David Cameron.

Non solo, anche la polizia metropolitana di Londra, comunemente chiamata The Met ma a tutti nota come Scotland Yard, rischia di uscirne fortemente screditata per i casi di corruzione che riguardano alcuni suoi agenti coinvolti nelle pratiche illecite dei giornalisti del News of the World. A quanto pare anche l’FBI, il reparto investigativo della polizia federale degli Stati Uniti, era a conoscenza di questo particolare rapporto tra Scotland Yard e i giornali scandalistici britannici del gruppo di Murdoch, tanto che non si fidava condividere, con i colleghi d’oltre oceano, tutte le informazioni sui casi in cui, in qualche modo, erano coinvolti personaggi noti per paura che potessero finire in prima pagina dei tabloid compromettendo le indagini.

I responsabili di Scotland Yard, incalzati dalle domande della nuova commissione parlamentare d’inchiesta voluta da Cameron, hanno mostrato serie difficoltà nel fornire spiegazioni sul perché le prime indagini condotte dalla polizia nel 2005 non avessero scavato fino in fondo sulle pratiche illegali con cui i giornalisti, e gli investigatori privati di News of the Worl, si intrufolavano nei telefoni di centinaia di personaggi pubblici, privati cittadini e, scopriamo ora, anche dell’ex premier Gordon Brown. All’epoca le indagini furono limitate ai casi riguardanti i membri della famiglia reale e Scotland Yard si rifiutò di pubblicare la lista completa degli intercettati. Per questo News of the Worl si trovò ad affrontare solamente cinque cause.
I normali rapporti intrattenuti da grandi giornali con i responsabili della polizia, in questo caso avevano travalicato abbondantemente il limite della legalità. Sta emergendo con sempre più evidenza che alcuni agenti di Scotland Yard venivano pagati, o addirittura ricattati, dai giornali.
Lo stesso vice capo della polizia, ascoltato dalla commissione, ha ammesso che con ogni probabilità ci sono degli agenti corrotti.

“Sarebbe stato sciocco da parte nostra ignorare la possibilità che ciò che condividiamo con gli inglesi sarebbe potuto trapelare a causa dei poliziotti corrotti di Scotland Yard “, ha confidato un alto ufficiale della polizia americana al The Daily Beast ”Non voglio intendere con questo che c’è un ostacolo generale alla collaborazione con loro” ha aggiunto “Nella maggior parte delle indagini con gli inglesi lavoriamo ancora in stretta collaborazione. Ma sappiamo che alcuni nostri colleghi delle forze di polizia inglesi sono troppo vicini alla stampa “. per questo ha spiegato la fonte, che ha preferito restare anonima, “ se tra i dati scambiati c’è il nome di una celebrità o se c’è qualche elemento di scandalo, generalmente stiamo molto attenti”

I funzionari americani ci tengono a precisare che sulle indagini per terrorismo la collaborazione è piena e che la preoccupazione riguarda solamente i casi in cui nell’inchiesta è coinvolta una persona di alto profilo. Inoltre il rischio di fughe di notizie è limitato a Scotland Yard, mentre non ci sono problemi con l’MI5 e l’MI6, i due servizi segreti inglesi.

Il rischio che lo scandalo si ripercuota anche sugli affari americani di Murdoch è a questo punto reale, il mondo dei grandi inserzionisti pubblicitari, fonte di vitale importanza per i media commerciali, sono notoriamente sensibili alla reputazione dei mezzi attraverso cui veicolano i propri messaggi. Gli ex proprietari americani del Wall Street Journal, hanno dichiarato che non avrebbero mai venduto il giornale a Murdoch se fossero stati al corrente di come News International dirige i propri giornali.


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