Obama scambia aria pulita con posti di lavoro
Di Agostino Loffredi • 03 set, 2011 • Categoria: Mondo
Il presidente americano Barak Obama ha deciso di rinviare almeno fino al 2013 l’introduzione di nuove regole contro l’inquinamento atmosferico per non aumentare gli oneri normativi a carico delle aziende che in questo momento sono impegnate ad avviare una faticosa ripresa.
A dire il vero i dati diffusi ieri dal dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti riaccendono i timori per una possibile recessione: ad agosto nel Paese non è stato creato nessun posto di lavoro, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 9,1%. Un dato statistico che non si era più verificato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Secondo le previsioni si sarebbero dovuti creare dai 60mila ai 70mila nuovi posti di lavoro e invece non sono non è accaduto ma i dati relativi a giugno e luglio sono state corretti a ribasso. In tutto gli americani disoccupati sono 14 milioni, senza contare quelli che hanno smesso di cercarlo. La diffusione di questi dati ha causato l’apertura in negativo di tutte le Borse mondiali e Wall Street ha perso il 2,2%.
E’ facile intuire che sulla questione occupazionale il presidente Obama si giocherà gran parte della sua rielezione. Dal 1945 nessun presidente è mai stato rieletto con una disoccupazione oltre il 6%, nota La Stampa, tranne Ronald Reagan con un tasso al 7,2%.
Per questo motivo, poche ore dopo la diffusione dei dati da parte del dipartimento del Lavoro, Obama ha comunicato che per il momento è da accantonare la proposta dell’ Environmental Protection Agency di abbassare il livello di ozono accettabile da 75 parti per miliardo, stabilito dall’amministrazione Bush, ad almeno 60-70 parti per miliardo. La norma sarebbe dovuta rientrare nel Clean Air Act che invece la rinvia al 2013
In un comunicato Obama ha prima ricordato i successi ottenuti dalla sua amministrazione nella lotta all’inquinamento ma ha spiegato l’importanza per il momento di non gravare sulle aziende con una normativa che comporterebbe spese consistenti per adeguamenti e controlli. “Voglio essere chiaro” conclude Obama “il mio impegno e l’impegno della mia amministrazione per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente è incrollabile”.
La direttrice dell’ Environmental Protection Agency (EPA), Lisa P. Jackson, che tanto si era battuta per l’abbassamento dei livelli di ozono ha accolto la decisione con una dichiarazione concisa:”Rivisiteremo gli standard di ozono in conformità con il Clean Air Act”
Gli ambientalisti accusano Obama di aver ceduto alle pressioni delle imprese e hanno definito la mossa come un tradimento e un atteggiamento snervante




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