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L’inarrestabile disoccupazione giovanile

Di luca ajroldi • 29 apr, 2011 • Categoria: Italia


Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a marzo è aumentato al 28,6%, salendo di 0,3 punti percentuali su base mensile e di 1,3 punti su base annua. Lo comunica l’Istat aggiungendo che il tasso generale nello stesso periodo è risalito attestandosi all’8,3%.
Il Pd attacca l’esecutivo. “Il dramma dei giovani, quasi 30 su 100 senza lavoro, non entra neanche nell’agenda dei ministeri – dice Michele Ventura – e restano soltanto annunci il piano nazionale per l’occupabilità o le spese deliberate per la promozione di apprendistato o a sostegno dell’occupazione dei lavoratori svantaggiati, dei disoccupati di lungo periodo.
Sembra ormai il gioco delle parti. L’Istat annuncia i dati in crescita della disoccupazione giovanile e non e subito il PD, giustamente, accusa il Governo di non fare nulla per contrastare questa vera e propria piaga sociale. Poi tutto si ferma fino alla prossima rilevazione statistica. Nel frattempo nessuno affronta il problema dal corretto punto di vista che non è quello “dell’occupazione che manca” ma è quello dei lavori che “non si vogliono fare”. Mancano migliaia di posti in agricoltura, nel commercio, nei servizi, nel terziario. Panettieri, idraulici, autisti, personale infermieristico, artigiani e via discorrendo. L’elenco è lunghissimo e parlando con i segretari delle organizzazioni di categoria vengono fuori elenchi di posti vacanti che non si riescono più a coprire se non assumendo immigrati o extracomunitari. Se il raggiungimento di una laurea, una qualsiasi, diventa una sorta di blocco psicologico verso qualsiasi lavoro manuale o ritenuto, a torto, come inferiore al livello di studi raggiunto, allora sarebbe il momento di togliere valore legale alla laurea. il titolo di studio, in linea generale, deve essere vissuto come crescita culturale personale e non come lasciapassare per lavori impiegatizi o come passaporto verso il benessere. Riscoprire il valore dell’apprendistato, del lavoro manuale e artigianale, oltre ad aprire la strada a centinaia di migliaia di posti di lavoro, porterebbe anche ad un riequilibrio dell’immigrazione. Se il 30% dei giovani cerca solo soluzioni lavorative di tipo impiegatizio, i posti rimasti scoperti nei servizi verranno ricoperti da altri portando sempre più squilibrio e tensione in una società invecchiata e impaurita.


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Un Commento »

  1. A proposito degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (sono un giovane di 54 anni, precario dopo 11 anni di non precariato), leggete cortesemente l’articolo e i commenti, pubblicati sul blog della Fisascat Abruzzo, sulla società a partecipazione pubblica (60% Regione Abruzzo, 30% Selex Se.MA di Finmeccanica e 10% dell’Amministrazione Provinciale dell’Aquila), posta in “liquidazione volontaria”, dal dicembre 2010 scorso, anche a causa di un presunto deficit di 19 milioni di euro:

    http://fisascatabruzzo.blogspot.com/2011/04/riunione-oggi-laquila-presso-lance.html

    Apprenderete che certi “diritti” al lavoro si acquisiscono attraverso i “diversamente concorsi pubblici”.

    Seeking Justice for the Oppressed

    http://ch.indymedia.org/it/2011/04/81289.shtml

    http://www.scribd.com/doc/53732074/Seeking-Justice-for-the-Oppressed

    Il testamento di un dipendente di Abruzzo Engineering:

    http://www.scribd.com/doc/51246592/Il-testamento-di-un-dipendente-di-Abruzzo-Engineering

    Firmato, un giovane inattivo…

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