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La rivoluzione delle Apps

Di Redazione • 20 nov, 2011 • Categoria: Internet


Quando  la Apple presentò il primo iPhone, all’inizio del 2007, si comprese subito che quell’invenzione avrebbe rivoluzionato il modo di comunicare. Quel che Steve Jobs non aveva capito, invece, era che non avrebbe potuto limitare la possibilità di inserirvi apps prodotte o create da altri.

Cinque anni dopo, infatti, sono tantissimi gli hacker che hanno sviluppato nuove applicazioni per l’iPhone pur non lavorando per la Apple, al punto che oggi sono circa 500 mila le apps esistenti, scaricate più di 18 miliardi di volte e che a giugno l’azienda statunitense ha aperto un negozio ufficiale dove vende le applicazioni inviatele dall’esterno, naturalmente dopo averle provate ed approvate.

Il primo italiano a occuparsi delle apps è stato il noto hacker iRev, Max Uggeri, un 45enne soprannominato “Il Reverendo” sin da quando da giovane entrava nei siti e negli archivi della polizia postale.  La sua applicazione si chiama “Free contact”, e permette di comunicare con i contatti della propria rubrica. Questo fenomeno accade contemporaneamente in tutto il pianeta: ogni giorno nascono nuove apps. 

Ormai le apps sono diventate molto più importanti dei siti internet, tanto che le aziende chiedono applicazioni per comunicare con i clienti: sono facili da usare, comode, veloci, e permettono di informarsi, giocare, lavorare, filmare, comprare, chattare. Ma soprattutto funzionano sul cellulare, quindi sono portatili al 100%.

Chi inventa le apps, inoltre, riesce a guadagnare tantissimo in poco tempo. Non si tratta soltanto di webmaster, ma spesso di persone che si occupano di tutt’altro. C’è Roberto Carraro, esperto d’arte, che ha realizzato l’app “Virtual History Roma”, il maestro delle elementari Italo Ravenna, che scrive app-fiabe disegnate dai suoi allievi, e gli sviluppatori minorenni, come i dodicenni Federico Cella e Francesco Puddu. Tutti possono creare un’applicazione, anche perché oggi esiste una piattaforma che permette di inventarene una in soli 4 click, “Apps builder”, di Daniele Pelleri e Luigi Giglio. Inoltre l’università di Stanford ha messo on line sul canale iTunesU il corso lanciato per imparare a sviluppare le applicazioni, e lo stesso ha fatto l’università di Pisa. E’ proprio una rivoluzione, la rivoluzione a portata di tutti.


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