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La repressione in Iran

Di Agostino Loffredi • 28 feb, 2011 • Categoria: Mondo


Sabato scorso un’organizzazione internazionale per i diritti umani, International Campaign for Human Rights in Iran, ha denunciato una pericolosa escalation dell’azione repressiva iraniana nei confronti dell’opposizione. Secondo l’organizzazione 4 esponenti dell’oppozione, Zahra Rahnavard, Fatemeh Karroubi, Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi sono stati prelevati dalle loro abitazioni dove si trovavano agli arresti domiciliari, per essere trasferiti in quelle che in Iran chiamano “case sicure”. Dei luoghi segreti dove le forze della Guardia Rivoluzionaria attuano forme di tortura e maltrattamenti per estorcere confessioni senza alcuna supervisione giudiziaria.

Hossein Mousavi ha sfidato Mahmoud Ahmadinejad alle elezioni presidenziali del 2009. Mahdi Karroubi è stato speaker del parlamento iraniano e alle elezioni ha sostenuto i riformisti. Entrambi si trovavano agli arresti domiciliari per aver organizzato, il 14 febbraio scorso, una giornata di protesta in Iran ispirata alle rivolte popolari della Tunisia e dell’Egitto. La repressione delle forze governative fu violentissima, almeno due manifestati sarebbero stati uccisi mentre il giorno dopo il presidente del parlamento, Ali Larijani, e alcuni deputati della maggioranza chiesero a gran voce la pena di morte per Mousavi e Karroubi.

Gli attivisti e i membri dell’opposizione hanno annunciato che torneranno in piazza martedì per protestate fino a quando i due non verranno liberati

Dopo la denuncia dell’organizzazione per i diritti umani, gli Stati Uniti hanno duramente condannato l’Iran per quanto sta accadendo. Una nota del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti diffusa ieri recita:” “Gli Stati Uniti condannano fermamente la campagna di intimidazione messa in atto dal governo iraniano con arresti di esponenti politici, difensori dei diritti umani, attivisti politici, leader studenteschi, giornalisti e blogger” e ancora “”Il governo iraniano continua a negare ai suoi cittadini l’accesso alle informazioni, alle trasmissioni via satellite e blocca l’accesso ai siti Internet”


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