La nuova mappa politica dell’Europa
Di Redazione • 21 nov, 2011 • Categoria: Politica
Con le dimissioni di Berlusconi e la sconfitta dei socialisti di Zapatero in Spagna, sono sette i governi europei ad esser caduti dall’inizio della crisi economica nel 2008. Politicamente il crollo è stato trasversale e non c’è stato uno spostamento generale verso i partiti di centrodestra o centrosinistra. In base alla democrazia dell’alternanza, i partiti politici al governo durante questi anni hanno perso credibilità e consensi rispettivamente per l’incapacità di gestire la crisi e per le misure di austerità che sono stati costretti ad adottare. Ecco in ordine di tempo i Paesi in cui il Governo è stato abbattuto dai mercati finanziari.
Islanda
Il primo Governo a cadere è stato quello islandese di Geeir H. Haarde. Leder del partito conservatore dell’Indipendenza, Haarde ha rassegnato le dimissioni a gennaio 2009 in seguito alla grave crisi economica esplosa con il fallimento delle tre principali banche islandesi. Alle elezioni dell’aprile dello stesso anno ha vinto l’Alleanza Socialdemocratica di Johanna Sigurdardottir che ora è Primo Ministro, sostenuta da una coalizione formata con il Movimento Verde. L’ex premier Geeir H. Haarde è stato messo sotto accusa da una commissione parlamentare per aver agito con “colpa grave” nascondendo ai cittadini e al suo Governo i dati e le informazioni di cui disponeva circa la gravità della situazione finanziaria. Del caso ora se ne sta occupando un tribunale speciale che ha messo sotto processo Haarde e Sigurdur Einarsson, presidente esecutivo di Kaupthing, la più grande istituzione finanziaria del Paese.
Lettonia
A febbraio 2009 ha lasciato l’incarico il premier lettone Ivard Godmanis, in seguito alle piu’ gravi proteste mai verificatesi nel Paese da quando è stata proclamata l’indipendenza dall’ex Unione Sovietica nel 1990. Al posto di Godmanis, leader del partito conservatore e liberale “A Modo Lettone”, ha preso la guida della Lettonia l’ex ministro delle Finanze Valdis Dombrovskis del partito Unity, anch’esso di centrodestra.
Irlanda
L’Irlanda è stato il primo Paese dell’eurozona ad aver avuto bisogno di un prestito del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea per non fallire. Più di 80 miliardi di euro concessi a fronte di un impegno a effettuare tagli alla spesa pubblica e a riordinare i conti. Alle elezioni di febbraio partito repubblicano ‘Fianna Fail’, del premier Brian Cowen, è stato sconfitto dal partito di centrodestra Fine Gael guidato da Enda Kenny. Si è trattato di una sconfitta storica se si considera che il Fianna Fáil deteneva dal 1932 la maggioranza dei parlamentari mentre alle ultime elezioni ha conquistato solo 20 seggi.
Portogallo
Dopo aver chiesto aiuto finanziario all’Europa, per una cifra pari all’Irlanda, il governo socialista del primo ministro José Sócrates ha tentato invano per quattro volte di far approvare dal Parlamento la manovra finanziaria con le misure richieste da Bruxelles. Non essendovi riuscito, ha rassegnato le dimissioni. Le elezioni di giugno sono state vinte dal Partito Social Democratico (Psd, di centrodestra) guidato da Pedro Passo Coelho.
Grecia
In Grecia, Paese sull’orlo del collasso, Lucas Papademos, economista ed ex vice presidente della Banca Centrale Europea, è stato chiamato per guidare un Governo di unità nazionale dopo le rassegnate dimissioni del socialista, leader del Pasok, George Papandreou.
Italia
In grave crisi di crisi di credibilità, divenuta cronica negli ultimi mesi, il governo Berlusconi ha dovuto rassegnare le dimissioni per evitare che i mercati decretassero il fallimento dell’Italia. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affidato l’incarico di formare un nuovo esecutivo a Mario Monti che ha ottenuto la più ampia fiducia mai accordata dal Parlamento a un Governo.
Spagna
A luglio il premier socialista Jose’ Luis Zapatero ha rassegnato le dimissioni indicendo le elezioni anticipate che si sono tenute domenica 20 novembre. Dalle urne, come era stato ampiamente previsto, è uscito vincitore Mariano Rajoy del partito di centrodestra Partido Popular



