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La Libia dopo Gheddafi

Di Agostino Loffredi • 10 giu, 2011 • Categoria: Mondo


La guerra in Libia è entrata in una nuova fase, quantomeno sul piano diplomatico dove ormai la discussione è incentrata sul come gestire il Paese dopo la caduta del colonnello Muammar Gheddafi che in molti ritengono sia imminente. Il ministro degli Esteri australiano, Kevin Rudd, è convinto che accadrà prima del previsto:” “I giorni di Gheddafi stanno per finire. Pertanto, la sfida per la comunità internazionale è quella di prepararsi per una Libia post- Gheddafi ” La dichiarazione del ministro Rudd è arrivata a margine della riunione di ieri ad Abu Dhabi del cosiddetto Gruppo di contatto di cui fanno parte 22 Paesi compresi gli stati Arabi. Il Gruppo si è impegnato a fornire ai ribelli libici 1,3 miliardi di dollari, ma è una cifra ancora molto distante rispetto alle loro esigenze finanziarie. Abdurrahman Shalgham, ex ministro degli Esteri libico ora passato con i ribelli, ha detto che l’opposizione ha bisogno all’incirca di 3 miliardi di dollari nei prossimi quattro mesi per evitare una crisi umanitaria:”Abbiamo bisogno di soldi ora, perché abbiamo due nemici:. Gheddafi e la fame”

L’Italia consegnerà al Consiglio nazionale di transizione circa 600 milioni di dollari, di cui 400 /500 in contanti e altri 150 milioni in carburante. La Francia 420 milioni arriveranno dalla Francia mentre Kuwait e Qatar hanno intenzione di creare un fondo comune di 280 milioni di dollari da destinare ai ribelli libici.

Ma evidentemente non basta perché comunque le operazioni militari della Nato sono ancora in corso e probabilmente anche dopo la caduta di Gheddafi bisognerà garantire una presenza di truppe alleate nel Paese. Il ministro inglese per il Medio Oriente, Alistair Burt, ha detto che i ribelli libici, e i loro alleati internazionali, devono trarre insegnamento da quanto accaduto in Iraq, altrimenti diventa alto il rischio che Paese cada in un caos sanguinoso nel meomento della caduta del regime di Muammer Gheddafi. Alistair Burt non ha escluso che possa esserci bisogno della creazione di una forza di peacekeeping nei primi giorni dell’epoca post -Gheddafi, anche se, ha aggiunto, la fase post conflitto dovrà essere gestita dai libici con il sostegno delle Nazioni Unite.

Oggi il segretario della Difesa americano, Bob Gates, ha lanciato un avvertimento ch sa quasi di rimprovero:”Le lacune della Nato, materiali o politiche, potrebbero compromettere l’efficacia della missione dell’alleanza in Libia. Il futuro della Nato rischia di essere «fosco» se gli alleati non faranno investimenti militari adeguati, mentre sono impegnati su due fronti in Libia e in Afghanistan, ha aggiunto Gates. Non ha fatto nomi ma il concetto è chiaro, negli Stati Uniti: “sta diminuendo la voglia e la pazienza del Congresso americano, e dell’intero mondo politico, di spendere sempre più fondi preziosi per conto di nazioni che non sembrano essere disposte a dedicare le risorse necessarie o a fare i cambiamenti che servono per essere partner seri e capaci nella difesa”. Dello stesso avviso è anche il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen. La Nato si è detta comunque fiduciosa nei suoi alleati e nel loro impegno a fare di più. che si è detta fiduciosa “Siamo fiduciosi che gli alleati ascolteranno Gates e Rasmussen” ha detto la portavoce, Oana Lungescu.

Intanto sul campo di battaglia
Negli ultimi due giorni, Tripoli è stata colpita dai raid aerei più intensi della Nato da quando le operazioni militari sono iniziate il 19 marzo scorso. La residenza-bunker del colonnello Muammar Gheddafi è sto l’obiettivo principale e secondo la Nato sarebbe stata in gran parte distrutta.

Secondo la televisione di Stato libica nella città di Zuwarah, a 120 chilometri a ovest della capitale, gli aerei da guerra della NATO hanno colpito obiettivi civili e militari durante la notte

Nella città di Zintan invece, a 160 chilometri a sud-ovest di Tripoli, i ribelli hanno riferito che le forze armate di Gheddafi hanno bombardato le loro postazioni.

La tv di stato libica ha anche diffuso una notizia, subito rilanciata dall’emittente satellitare al-Arabiya, secondo cui le forze armate fedeli a Gheddafi avrebbero abbatuto un elicottero della Nato al largo della città costiera di Zintan. Al momento non ci sono ancora conferme e si potrebbe trattare semplicemente di propaganda bellica.

Foto: Marco Longari / AFP – Getty Images


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