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La “noiosa” campagna elettorale in Portogallo

Di Agostino Loffredi • 23 gen, 2011 • Categoria: Mondo


Il Portogallo si sono tenute oggi le elezioni presidenziali. Tutti i sondaggi indicano che, con ogni probabilità, verrà riconfermato il presidente uscente Anibal Cavaco Silva. Sei i candidati tra cui solo il poeta Manuel Alegre, socialista, ha qualche probabilità di riuscire ad arrivare al ballottaggio.

I portoghesi non si sono affatto entusiasmati alla campagna elettorale. L’affluenza alle urne era del 13,4% alle 12,00. Un 6% in meno della precedente consultazione.Ciò che li preoccupa è piuttosto la crisi economica, la disoccupazione e i tagli alla spesa sociale necessari per evitare un ricorso agli aiuti europei. Se a questo vi si aggiunge che il Capo dello Stato costituzionalmente ha poteri pressochè nulli, non stupisce, scrive Euronews, che la campagna elettorale sia passata inosservata.

Il voto, più che politico, è legato alla personalità dei candidati. Anibal Cavaco Silva, 71anni, economista, conservatore di centro destra, in passato ha ricoperto la carica di ministro delle Finanze , è visto dai portoghesi come la persona in grado di dare stabilità al Paese bilanciando, politicamente , il governo di centro sinistra guidato dal primo ministro socialista Jose Socrates.

Chi sostiene la candidatura di Manuel Alegre crede invece che un presidente socialista, e quindi in sintonia con il governo, possa garantire quell’unità necessaria a effettuare le riforme e i tagli alla spesa

L’obiettivo del piano è ridurre il deficit pubblico dal 7,3% al 4,6% del Pil entro la fine del 2011. Un obiettivo che richiede interventi drastici: tagli del 5% agli stipendi dei dipendenti pubblici,
riduzione del 10% a chi guadagna più di 1.500 euro al mese, aumento dell’1% sulle imposte sul reddito e del 2% sull’Iva e congelamento di pensioni e prestazioni sociali.
Il tutto si innesta in un contesto già complicato in Portogallo, dove il salario minimo mensile è di 475 euro. Un milione i pensionati che vivono con solo 300 euro al mese. Due milioni le persone sotto la soglia di povertà, mentre il 2,5% della popolazione mangia alle mense per poveri.


foto Angelo Lucas/GI


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