L’Onu dichiara lo stato di carestia in Somalia
Di Redazione • 20 lug, 2011 • Categoria: Mondo
Oggi le Nazioni Unite hanno ufficialmente dichiarato che alcune zone del sud della Somalia sono in uno stato di carestia a causa di un persistente periodo di siccità, il più lungo degli ultimi 50 anni. Centinaia di migliaia di cittadini somali stanno cercano di fuggire dalla fame rifugiandosi nei campi profughi allestiti lungo il confine con l’Etiopia e il Kenya. Rispetto a due giorni fa la situazione non è che peggiorata, le strutture d’accoglienza rischiano il collasso. Il ritmo degli arrivi è di 3000 nuove persone ogni giorno. Il campo profughi di Dadaab in Kenya, il più grande del mondo, ha raggiunto i 440.000 ospiti e sonop stati riscontrati i primi casi di epidemie, tra cui un contagio di morbillo.
Secondo l’Onu si può definire stato di carestia quando su base giornaliera muoiono per fame due adulti, o quattro bambini, ogni 10.000 e quando il 30% della popolazione è affetta da malnutrizione acuta.
In una nota diffusa dalle Nazioni Unite in mattinata si legge: “La metà della popolazione somala, ovvero 3,7 milioni di persone sono ora in crisi, di queste 2,8 milioni vivono nel sud della Somalia”. Secondo le stime dell’UNICEF, all’inizio di questa settimana almeno 500.000 bambini sono a rischio di morte nel Corno d’Africa, mentre il Comitato internazionale della Croce Rossa ha detto che in alcune zone della Somalia un bambino su dieci potrebbe morire di fame nei prossimi giorni. In totale ci sono tra i 10 e i 12 milioni di persone che hanno bisogno di aiuto. Per far fronte a questa emergenza l’Onu ha chiesto ulteriori 500 milioni di dollari per gli aiuti umanitari, portando stanziamento totale per il 2011 da 7,4 miliardi di dollari a 7,9 miliardi. Di questi 500 milioni aggiuntivi, 120 saranno destinati direttamente alla Fao (l’agenzia Onu per l’alimentazione e l’agricoltura) e impiegati nel Corno D’Africa.
Tuttavia nonostante gli sforzi che in questi giorni stanno compiendo tutte le maggiori agenzie umanitarie, resta difficile raggiungere alcune zone del paese che si trovano sotto il controllo delle milizie di Al-Shabab, un gruppo islamista affiliato ad Al Qaeda che mira a rovesciare il governo federale di transizione somalo per istaurare la legge della sharia. Negli anni passati Al-Shabab ha impedito alle agenzie specializzate dell’Onu che si occupano di aiuti umanitari di avere accesso alla zone sotto il loro controllo. Sebbene ora Al-Shabab abbia concesso un ingresso limitato ai territori occupati, restano da verificare le condizioni di sicurezza per gli operatori umanitari e, come afferma il vice Segretario di Stato americano per gli affari africani, Johnnie Carson,”se il cambiamento e’ vero o se il gruppo intende invece imporre una tassa sulla consegna degli aiuti”



