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Il Pakistan arresta cinque informatori della CIA

Di Redazione • 15 giu, 2011 • Categoria: Mondo


Cinque pachistani sono stati arrestati dai servizi segreti di Islamabad con l’accusa di aver passato informazioni all’agenzia di intelligence americana CIA (Central Intelligence Agency) nei mesi precedenti al raid che ha portato al’uccisione del leader di Al Qaeda, Osma bin Laden. Tra gli informatori della CIA arrestati c’è anche un maggiore dell’esercito pachistano che avrebbe preso nota delle targhe delle auto che entravano e uscivano dal famoso compound di Abbottabad dove si nascondeva bin Laden per poi comunicarle agli americani. Per il New York Times, che ha pubblicato la notizia ricevendola da funzionari del governo americano che hanno preferito rimanere nell’anonimato, si tratta di un’ulteriore prova della frattura nei rapporti tra Pakistan e Stati Uniti.

In un’audizione a porte chiuse alla Commissione per l’Intelligence del Senato, al vice direttore della Cia, Michael Morell, è stato chiesto quale fosse, su una scala da 1 a 10, il grado di cooperazione del Pakistan nella lotta al terrorismo. Morell ha risposto che non supera il “tre”.

Il Pakistan da tempo mostrava insofferenza contro le operazioni militari americane condotte entro i propri confini. In particolare aveva più volte condannato i bombardamenti effettuati con i droni (aerei senza pilota) nelle regioni tribali a nord-ovest, lungo il confine con l’Afghanistan, dove si ritiene si siano rifugiati i capi dei terroristi affiliati ad Al Qaeda. In quel caso il Pakistan chiuse uno dei principali valichi verso l’Afghanistan attraverso cui la Nato trasportava i rifornimenti per le proprie truppe impegnate nella regione e i convogli Nato rimasti bloccati furono oggetto di attacchi con esplosivi.

Dopo il raid contro Osama bin Laden, condotto dagli Stati Uniti senza informare il governo di Islamabad, e il fatto stesso che bin Laden vivesse indisturbato in Pakistan è apparso ancora con maggiore evidenza quanto poco affidabile fosse l’esercito pachistano agli occhi degli americani nella lotta al terrorismo. Accuse a cui l’esercito, evidentemente più forte del governo di Islamabad, ha risposto smarcandosi ulteriormente dalle operazioni militari americane condotte sul suolo pachistano. A rischio ci sono le attività dei droni, a cui si vuole imporre nuovi limiti, e la collaborazione tra i servizi segreti dei due paesi.

Il direttore della CIA Leon Panetta, in una recente visita in Pakistan ha mostrato al governo le prove della collusione tra le forze di sicurezza pachistane e militanti che conducono attacchi terroristici in Afghanistan: Panetta aveva sottoposto all’intelligence pakistana la visione di alcune fotografie satellitari che mostravano due laboratori in cui i terroristi confezionavano ordigni e preparavano le armi per gli assalti. Quando l’esercito pachistano è intervenuto per smantellare le fabbriche, i terroristi erano scappati da tempo, segno evidente che erano stati avvertiti da qualcuno.


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