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Il futuro ritorno di Musharraf

Di alessandra modica • 31 dic, 2011 • Categoria: Mondo


Il passato a volte ritorna. E anche i suoi protagonisti. Così Pervez Musharraf, ex presidente pakistano, dimessosi nel 2008 dopo essere stato accusato dell’omicidio dell’avversario politico Benazir Bhutto, ed ex capo dell’esercito del Paese, si prepara per un ritorno in grande nella politica e nella sua patria, da cui si è allontanato nel 2009 per trasferirsi a Londra. Al suo fianco un centinaio di militari in pensione, che si dicono pronti a seguirlo il mese prossimo, almeno secondo quanto affermato dal sito di informazione Dawn. Dalle notizie pubblicate sul sito sembra che Musharraf ufficializzerà il ritorno il prossimo 8 gennaio, quando annuncerà anche la data del suo rientro in patria.
La vita politica pakistana è già notevolmente travagliata, come dimostrano i numerosi attentati che si susseguono nel Paese. Musharraf arriva per complicarla ancora di più, con un nuovo partito, All Pakistan Muslim League, presentato a Londra nel giugno 2010, col motto ‘Pakistan First’, il Pakistan prima di tutto.
Inizialmente la notizia aveva semplicemente suscitato l’ilarità degli oppositori politici e dei nemici personali di Musharraf, mentre i commentatori politici affermavano che le possibilità che l’ex presidente venga rieletto nel 2013 sarebbero praticamente pari a zero. Adesso però arriva l’appoggio del suo ex esercito, con il quale in passato c’erano stati dei disguidi.
Su Facebook il suo partito ha quasi diecimila fan che lo elogiano e chiedono il suo ritorno e che lo ringraziano per la cospicua donazione fatta direttamente da Musharraf per gli alluvionati. Musharraf, inoltre, potrebbe piacere all’Occidente. È un ex militare e potrebbe godere ancora di buone relazioni con Ashfaq Parvez Kayani , l’attuale capo dell’esercito pakistano, da lui stesso nominato.
Il programma di Musharraf non è chiaro, ma dalle conferenze stampa che ha tenuto nell’ultimo anno trapelano le sue idee. Che non sono cambiate. L’ex presidente, infatti, ha continuato a mantenere stretti contatti con l’esercito e con alcune organizzazioni ufficialmente non governative che si focalizzano sulla questione del Kashmir. Dopo aver attaccato Kargil sembra che Musharraf abbia fatto dei passi indietro sulla faccenda. In un impeto di sincerità, Musharraf ha ammesso che il Pakistan addestrava guerriglieri da inviare oltre confine, ma poi ha sempre sottolineato l’importanza del ruolo che le forze armate hanno in Pakistan e all’interno dei ‘meccanismi democratici’.
Il punto da cui parte Musharraf sembra essere chiaro, anche se non condivisibile: dato che la classe politica pakistana non è in grado di mandare avanti il Paese e garantire la democrazia, è normale e fisiologico che ogni tot di tempo la popolazione chieda all’esercito di governare per ‘rimettere tutto a posto’.


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