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Guatemala, un militare verso la presidenza

Di Agostino Loffredi • 07 set, 2011 • Categoria: Mondo


Domenica prossima, 11 settembre, in Guatemala si terrano le elezioni presidenziali. Per la prima volta dalla fine della dittatura militare, 1985, un generale potrebbe diventare presidente, dal momento che tutti i sondaggi danno per favorito Otto Perez Molina, 61 anni, ex generale dell’esercito e ora candidato per il partito di destra “Partido Patriota”.

Stando alle ultime rilevazioni, scrive il quotidiano spagnolo El País, nessun candidato raggiungerebbe la maggioranza del 50% più uno dei voti, quindi se domenica dalle urne non uscirà un vincitore si voterà nuovamente, per un ballottaggio tra i due candidati con più voti, il 6 novembre.

Dei dieci candidati presidenziali, secondo i sondaggi soltanto tre potranno veramente competere con Pérez Molina. Si tratta dell’accademico Eduardo Suger, del partito della destra liberale “Compromiso, Renovación y Orden, (CREO), di Manuel Baldizón, un nuovo ricco che gioca sul populismo candidato per il partito Libertad Democrática Renovada (LIDER) e dell’ex pastore evangelico Harold Caballeros, candidato per la coalizione che comprende Visión y Valores (VIVA) e Encuentro por Guatemala.

Chi è Pérez Molina
Otto Pérez Molina è nato il 1 dicembre 1950 a Ciudad de Guatemala, è un generale dell’esercito in pensione e ora uomo politico. Con il Partido Patriota ha già tentato la scalata alla Presidenza nelle elezioni presidenziali del 2007 con lo slogan ” Mano dura, cabeza y corazón “(” mano ferma, testa e cuore “), ma dopo essere arrivato al ballottaggio è stato battuto da Álvaro Colom del partito Unidad Nacional de la Esperanza.
Pérez Molina si è laureato alla Guatemala National Military Academy e durante la sua carriera nell’esercito ha ricoperto il ruolo di direttore dei servizi segreti militari e di ispettore generale dell’esercito. Nel 1983 è stato membro del gruppo di ufficiali dell’esercito che hanno appoggiato il ministro della Difesa Óscar Mejía nel colpo di stato contro il presidente Efraín Ríos Montt.

La violenza in Guatemala
Come sempre accade in Guatemala, durante il periodo elettorale la violenza raggiunge livelli eccezionali. Secondo alcune stime ci sono in media 47 omicidi per 100.000 abitanti, tanto che l’Onu l’ha definita una vera e propria “epidemia”. Fino al 30 giugno, 35 persone sono state uccise in eventi direttamente connessi con la politica. La fonte principale della violenza continua ad essere però il traffico illegale di droga. Negli ultimi hanno il governo si è dimostrato incapace di arginare l’espansione dei cartelli della droga, come il sanguinario Los Zetas molto attivo in Messico e che ora ha preso il controllo del nord del Guatemala.

La campagna elettorale
La preoccupazione principale dei guatemaltechi, e dei diplomatici dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) incaricati di istituire un osservatorio sulle elezioni, si concentra sulla spesa e sugli sprechi delle campagne elettorali dal momento che molti partiti ricevono finanziamenti da fonti oscure. Questa campagna è già il più costosa nella storia del Guatemala. “Ci sono eccessi di spesa. Hanno superato i limiti consentiti dalla legge e il Tribunale Supremo Elettorale ha gli strumenti per fermarla. La preoccupazione è che non sappiamo da dove viene quel denaro”, ha avvertito lunedi il capo della missione di osservatori dell’OEA, José Octavio Ordonez.


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