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Grecia: il referendum sull’austerità

Di Agostino Loffredi • 02 nov, 2011 • Categoria: Mondo


Ha colto tutti di sorpresa George Papandreou, il premier socialista greco che ieri ha fatto approvare all’unanimità dal suo governo la proposta di indire un referendum sul piano di aiuti europeo. Primi fra tutti il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e la cancelliera tedesca. Angela Merkel. Sarkozy si è detto «costernato» e ha chiamato la Merkel che, anche lei “irritata”, ha accettato l’invito per l’ormai consueto incontro a due in vista di eventi importanti (domani a Cannes si aprono i lavori del G20). Questa volta però, come si legge su La Stamapa, i due discuteranno della decisione greca anche con la Bce, la Commissione europea, il Consiglio europeo e l’Fmi e poi tutti insieme convocheranno il premier greco Papandreou.

La questione è importante e trattandosi della Grecia potrebbe assumere i toni della tragedia: Papandreou solo di fronte ai tecnocrati delle istituzioni europee, e ai due politici che credevano di poter dettare la linea, per difendere la sua decisione di riaffidare la sovranità al popolo, in virtù del principio base della Democrazia ateniese da cui tutte le altre discendono.

Il popolo greco dovendosi esprime sul piano di aiuti europeo (tagli alla spesa in cambio di prestiti) dovrà decidere se ritiene più conveniente attenersi ai piani indicati da Francia e Germania, con l’austerità che mina la ripresa, oppure rischiare da soli un default incontrollato e magari tornare alla loro vecchia moneta.

L’austerità, scrive il New York Times, sta affrontando il suo primo vero test politico.

“Questo è chiaramente il ritorno della politica” ha detto Jean Pisani-Ferry, direttore di Bruegel , un istituto di ricerca economica di Bruxelles. “Fino ad ora gli europei hanno gestito questa situazione in maniera tecnocratica ma ora vediamo la scommessa di un politico, che crea nuovamente incertezza, ma in una forma diversa. Era destino che si arrivasse a questo punto “.

Per Jean-Paul Fitoussi, professore di economia presso l’Istituto di Studi Politici di Parigi, ritiene che sia il risultato inevitabile della perdita di sovranità della Grecia in favore di Bruxelles e Fondo Monetario Internazionale: “E ‘come se gli europei – o la Merkel e Sarkozy da soli – credevano di avere il controllo del popolo della Grecia, ma questa è una democrazia. In Grecia, e anche in Italia, non si può pretendere di governare senza l’appoggio e il consenso del popolo. Non si può imporre un programma di austerità che avrà effetti per decenni su un Paese, e anche scegliere per loro le misure di austerità che deve implementare.

Che lo scontro sarà epico lo suggerisce anche il fatto che ieri sera il ministro greco della Difesa, Panos Beglitis, ha rimosso dall’incarico tutti i capi delle forze armate (esercito, marina e aviazione). Nessuno dal governo ha dato una spiegazione della decisione e in molti pensano che Papandreou tema che la stessa democrazia greca possa essere a rischio. Anche se il 7 novembre era in programma la revisione degli incarichi militari, raramente vengono sostituiti tutti i vertici dell’esercito.

(foto: Escif @ Fame Festival, Italy)


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